Con un anno scolastico di attività, incontri e laboratori dedicati alla difesa del patrimonio culturale e alla promozione della legalità, un importante bilancio di esperienze, conoscenze e consapevolezza, è giunta a compimento la seconda edizione di “Storie criminali. Autenticità e falso”, il progetto nato dal protocollo d’intesa siglato tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento e l’Archivio di Stato di Caserta, con il prezioso contributo del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli. L’attività è stata diffusa dalla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (DG ABAP), che ne ha illustrato finalità, attività e risultati attraverso un approfondimento dedicato sul proprio portale istituzionale al link: https://dgabap.cultura.gov.it/2026/06/tra-verita-e-inganni-svelati-studenti-alla-scoperta-dei-crimini-contro-il-patrimonio-culturale/
L’iniziativa ha proseguito il percorso di riflessione avviato l’anno scolastico precedente sui temi della legalità, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio, concentrandosi quest’anno sul concetto di autenticità: dall’alterazione e dalla perdita di valore dei beni culturali causate dalle attività illegali, alla contraffazione delle opere d’arte, fino al ruolo fondamentale degli archivi nella tutela della memoria storica e nella garanzia dell’autenticità documentaria.
Il progetto ha coinvolto la Fondazione Villaggio dei Ragazzi “Don Salvatore D’Angelo” di Maddaloni, il Liceo Classico annesso al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, l’Istituto Tecnico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Caserta, l’I.I.S. “Leonardo Da Vinci” di Santa Maria Capua Vetere e il Liceo Artistico “San Leucio” di Caserta. Anche quest’anno il percorso si è articolato in due momenti distinti: una prima fase di lezioni e incontri nelle scuole e una seconda fase laboratoriale presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca della Soprintendenza. Nel corso degli incontri, funzionari e personale della Soprintendenza, dell’Archivio di Stato e militari del Nucleo TPC hanno illustrato agli studenti le molteplici attività di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale, mostrando come la prevenzione e il contrasto agli illeciti rappresentino strumenti indispensabili per la conservazione dei beni culturali e del paesaggio.
La Direttrice dell’Archivio di Stato Fortunata Manzi ha approfondito il tema dell’autenticità documentaria e degli strumenti utilizzati per il suo accertamento, alla scoperta del valore giuridico, storico e civile della documentazione archivistica. La funzionaria archivista Stefania Vespucci ha presentato agli studenti casi tratti dalla documentazione giudiziaria dell’Archivio, che ben si presta allo storytelling dell’antitesi falso/autentico correndo sul doppio binario del falso documentale e dei mezzi istituzionali e normativi di contrasto ad esso, con particolare riferimento alle attestazioni di autenticità dei beni culturali. Un focus specifico è stato dedicato al tema del riciclaggio delle opere recuperate grazie all’intervento del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli. I militari del TPC e la restauratrice della Soprintendenza Giulia Nanfa hanno illustrato agli studenti alcune significative esperienze di recupero, mostrando come l’azione investigativa e le competenze tecnico-scientifiche del restauro concorrano insieme alla salvaguardia e alla restituzione del patrimonio culturale sottratto illegalmente. Il Responsabile Area Funzionale Archeologia Antonio Salerno si è dedicato alla dispersione del patrimonio archeologico proveniente dagli antichi centri del Casertano. Attraverso il racconto delle vicende che hanno portato numerosi reperti lontani dal territorio di origine, gli studenti hanno potuto comprendere come la ricostruzione delle traiettorie di questi beni contribuisca non solo alla conoscenza della storia locale, ma anche alla comprensione dell’evoluzione delle politiche di tutela. La storica dell’arte Sara Miele ha affrontato il tema dei furti di opere d’arte verificatisi nel territorio casertano dopo il terremoto del 1980, soffermandosi sul caso emblematico degli affreschi della Grotta dei Santi di Pignataro Maggiore, trafugati nel 1982 e successivamente recuperati, restaurati e restituiti alla fruizione pubblica. Un approfondimento specifico sugli strumenti giuridici della tutela è stato proposto dal funzionario Antonio Russo e da Antonia Parisi, che hanno illustrato il quadro normativo di riferimento e le attività amministrative messe in campo dalla Soprintendenza per contrastare gli illeciti e proteggere il patrimonio culturale. Ampio spazio è stato dedicato anche alla tutela del paesaggio: gli architetti Rossano Vetrano e Mariangela Buanne hanno presentato casi concreti di trasformazioni territoriali autorizzate e abusive, evidenziando l’importanza della pianificazione e del controllo per la salvaguardia dell’identità dei luoghi e illustrando il delicato equilibrio tra innovazione energetica e conservazione del paesaggio storico. Il percorso si è concluso con una giornata laboratoriale presso l’Archivio di Stato di Caserta e presso la Biblioteca della Soprintendenza.
Nella Biblioteca gli studenti sono stati accolti dal Soprintendente Mariano Nuzzo, che ha richiamato il ruolo centrale delle nuove generazioni nella tutela del patrimonio culturale, invitandole a essere protagoniste di una cittadinanza consapevole e attiva. Nel suo intervento ha evidenziato come la conoscenza dei beni culturali e delle norme che li proteggono costituisca il primo presidio contro i reati che ne minacciano l’integrità, sottolineando il valore dell’impegno dei giovani nella difesa della memoria e dell’identità dei territori.
I presenti sono stati coinvolti in attività di scoperta del patrimonio bibliografico e documentario conservato dall’Istituto, alla presenza della responsabile della Biblioteca Mariangela Mingione che ha curato la supervisione del progetto per la Soprintendenza. Le presentazioni di Giuliana Capasso, Simona Cocco, Annachiara Bencivenga e Giorgia Iorio hanno offerto ulteriori strumenti di approfondimento, con attività interattive, storytelling e uno speciale Kahoot dedicato al volume “I delitti contro il patrimonio culturale” che hanno consentito ai partecipanti di consolidare in maniera dinamica e partecipata le conoscenze acquisite.