Aversa: Studenti ingiuriosi contro il sindaco Golia

A pronunciarle alcuni studenti in seguito alla mancata chiusura delle scuole

Gli epiteti e le frasi ingiuriose rivolte da alcuni studenti al sindaco di Aversa, Alfonso Golia, per la decisione di non chiudere le scuole superiori in occasione dell’allerta meteo di colore arancione diramata nelle ultime 24 ore, è il segno tangibile della povertà educativa e del degrado sociale che alberga, purtroppo, in grosse fette del mondo giovanile”.

A commentare così le offese e le accuse di cui è stato fatto oggetto il sindaco di Aversa, Alfonso Golia, è Camilla Sgambato, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico.

La reazione a catena provocata dalla giusta scelta del primo cittadino normanno di non privare centinaia di studenti di un ulteriore giorno di scuola lascia esterrefatti per la violenza privata ed il linguaggio scurrile e volgare, utilizzato contro il sindaco e le autorità locali da tanti giovani che sembrano dare sfogo più alle loro frustrazioni che alla comprensibile delusione per non poter restare a casa a motivo del maltempo.

Ma il dato maggiormente allarmante è l’uso distorto dei mezzi social da parte di taluni ragazzi che, oltre ad abusare di un canale di svago che dovrebbe rappresentare un diversivo nel proprio tempo libero, dimostrano di non aver recepito appieno il messaggio didattico, educativo e formativo che proviene dalla scuola grazie all’impegno quotidiano di tanti docenti.

L’odio e la violenza di questi messaggi non fanno presagire certamente nulla di buono e ci convincono che bisogna lavorare soprattutto sulle famiglie che, insieme alle scuole, devono seguire la crescita e la formazione dei giovani, in un momento complesso quale quello dell’adolescenza”, conclude la Sgambato (Pd).

Ciò che al contempo colpisce è il tono, i modi, il disprezzo. “È questo il motivo per il quale lo stesso primo cittadino  ha deciso di pubblicare sulla sua pagina facebook i messaggi ricevuti.

Il Sindaco, infatti, dichiara che con il suo gesto vuole sollevare un tema che è sotto gli occhi di tutti: “ci sono generazioni – dice – che si stanno perdendo dietro l’apparenza e la virtualità e, cosa ancor più preoccupante, dimostrano di non avere alcun rispetto né per la persona, né per l’Istituzione. La domanda che sinceramente mi pongo è se si rivolgono così a un Sindaco, come si rivolgeranno a un docente, un coetaneo, un adulto, al prossimo?”.

Il Primo cittadino fa poi un appello: “L’esempio lo diamo innanzitutto noi adulti ed è nella famiglia che si impara l’educazione, il rispetto e il senso civico”. Infine un augurio: “Spero che l’aver pubblicato quelle frasi serva ad aprire una riflessione nelle famiglie e in città. Perché sono la dimostrazione e lo specchio della deriva della nostra società e trattandosi di giovanissimi, il tema deve coinvogerci tutti”.