Aversa: Caso “Don Michele”, scatta l’indignazione del vescovo Spinillo

Il commento del vescovo Spinillo

 

AVERSA– “Ho provato – commenta il monsignor Angelo Spinillo su Repubblica-un forte dispiacere quando sono stato messo al corrente di ciò che aveva fatto alla bambina don Michele Mottola. E dico: non abbiate paura di denunciare”.

Il vescovo di Aversa esprime tutto il suo sconforto per il nuovo nuovo caso di pedofilia che ha riguardato il parroco di San Giorgio Martire a Trentola Ducenta, Michele Mottola, arrestato due giorni fa con l’accusa di abusi su una minore, che all’epoca aveva 11 anni. A provare la sua colpevolezza ci sono delle registrazioni fornite dalla stessa minorenne.

A Repubblica il Vescovo ha dichiarato che “don Michele aveva fatto delle cose buone nella sua parrocchia. Ma poi, quando accadono episodi simili, tutto quello che è stato fatto di buono sembra perdersi, vanificarsi e lascia scoraggiamento e confusione nella comunità. Questa è la cosa di cui sono dispiaciuto assai. E non passa facilmente: la tristezza per la vita della comunità ti resta dentro.

Monsignor Spinillo è venuto a conoscenza dell’accaduto dalla madre della bimba, accompagnata da altri fedeli di Trentola. In quell’occasione, ha ascoltato le registrazioni ed è venuto a sapere che Don Michele aveva già ammesso le sue colpe.

Il parroco è stato convocato il giorno dopo in curia e si è giustificato dicendo che si era trattato di “momenti di debolezza” e “fatti non gravi” di contatto con la bambina. Scoperti i fatti, il sacerdote è stato allontanato immediatamente dalla parrocchia e inviato per un momento di ravvedimento presso il convento dei frati di Giugliano.

Nel frattempo, il Vescovo ha denunciato il parroco alle autorità civili, affinché cominciasse il processo civile; ha provveduto a nominare un nuovo parroco e ha, poi, cercato di affiancare e dare sostegno in tutti modi alla famiglia.

Siamo stati noi a chiamare il commissariato di polizia di Aversa, avvisando che sarebbero andate delle persone a fare la denuncia. Abbiamo affiancato alla famiglia anche una psicologa, per aiutare la bambina e gli altri membri dopo quello che era successo“.

Don Michele, intanto, in attesa del percorso del processo canonico, è stato arrestato e si trova presso il carcere di Secondigliano.