Caivano. Ancora licenziamenti in vista come Whirlpool e Ilva

Le aziende sull'orlo del fallimento hanno tutte in comune la produzione di acciaio contro la forte concorrenza della Germania

Continua il fenomeno del fallimento aziendale al sud. A Caivano ben cinquantaquattro operai, dopo lunghi presidi fuori i cancelli dell’azienda, sono prossimi al licenziamento. I loro datori di lavoro sono costretti ai tagli per evitare la spoliazione dei macchinari. Meno di un mese al fallimento. Ancora un Natale in crisi per altri lavoratori italiani.

La vasta gamma di produzioni di altissima qualità, che anche a Caivano venivano abbondantemente richieste, oggi sono oppresse dalla concorrenza tedesca. Ma non saranno i sacrifici degli operai o la ottima qualità dei prodotti a risollevare le sorti delle aziende come quella di Caivano. I costi bassi e la produzione serrata sembrano essere oggi gli elementi alla base di un business sicuro e duraturo.

Un’altra realtà che ci viene in aiuto per analizzare questo fenomeno di crisi può essere, ad esempio, la Whirlpool, che di fatto è in testa a tutte le multinazionali sul dibattito politico dei licenziamenti. Al ministero del Lavoro, infatti, ci sono ben 170 tavoli di crisi, alcuni dei quali introdotti anche dall’ex Ministro Di Maio.

Anche Ilva è tra i dibattiti più frequenti. Intanto queste multinazionali hanno tutte in comune un’unica cosa: tutte hanno a che fare con la produzione e lavorazione di metalli. A Napoli, il prossimo 19 novembre, la Lega delle Cooperative, illustrerà un piano di lavoro per contrastare i licenziamenti. Intanto le produzioni restano ferme e se per questo pure le distribuzioni.