Call Center casertano nel mirino di Guardia di Finanza e Ispettorato del Lavoro

La denuncia di alcuni cittadini : reiterata illegalita' all'interno di un call center casertano

Caserta. Riceviamo e pubblichiamo  qui di seguito la lettera a noi pervenuta di alcuni  cittadini i quali  si sono rivolti alla nostra testata per segnalare la situazione  di reiterata  illegalita‘  che sottenderebbe all’attivita’ di un call center casertano intorno al quale ruoterebbe un sistema  di contratti di utenze domestiche e imprenditoriali.

“E’ ormai da tempo che la storia si ripete, numerose sono state le segnalazioni di ex dipendenti i quali lamenterebbero contributi mai pagati nonostante anni di servizio, scatti di anzianità mai effettivamente dichiarati ed elargiti sulle buste paga. Così come i giorni di ferie che normalmente spetterebbero vengono giostrati in modo tutt’altro che corretto, mettendo in ginocchio gli operatori che restano si’  a casa, ma senza maturare alcuno stipendio nel rispettivo mese di lavoro.

Per non parlare dei contratti. Part-time a tempo indeterminato distribuito su 24h lavorative settimanali – le quali – si rivelerebbero effettivamente dieci, 6 giorni su 7.

Stiamo parlando di un call center situato a Caserta,  tenuto ben riservato in un condominio  sito in zona centrale ,   ma gestito effettivamente (e finanziariamente) da vari imprenditori , riuniti in una societa’ ben nota nel capoluogo di provincia,che proporrebbero telefonicamente contratti di allacci di utenze domestiche e imprenditoriali in maniera non sempre chiara.

Numerosi sono anche i malcapitati che, avendo sottoscritto tali contratti, si sono trovati sommersi inaspettatamente da penali da pagare in caso di rescissioni e spese aggiuntive durante i conguagli di fine anno. Molteplici avrebbero già portato in tribunale la stessa Azienda la quale tutt’oggi non risponderebbe chiaramente sulle clausole contrattuali proposte durante la stipula telefonica, che avverrebbe tramite la classica registrazione vocale.

Ma torniamo a parlare un attimo degli operatori. Con tre sedi in provincia di Caserta , oggi, l’azienda in questione,  si avvarrebbe circa di un centinaio di dipendenti di tutte le età che, presi dalla difficoltà di trovare un posto di lavoro, sarebbero costretti ad accettare di non essere pagati nemmeno durante i giorni di malattia, nonostante la stessa venga comunque trasmessa telematicamente. Molti usufruirebbero dei contratti di assunzione agevolati usciti per gli under 30, mentre per tutti gli altri che hanno già superato tale età viene proposto il CO.CO. (contratto di collaborazione).

Tanti dipendenti, poi, non hanno ancora un’idea chiara sul perchè venga  costantemente negata la presa visione della busta paga, che normalmente dovrebbe anche essere consegnata mensilmente anche per avere un quadro preciso del proprio assetto contributivo. Per non parlare, poi, di chi si licenzia dopo pochi mesi per il costante stress di lavoro  e per  la già scarsa remunerazione che oscillerebbe dai 400 ai 700 euro ma solo dopo la constatata affidabilità remissiva.

Molte di quelle persone che vi hanno lavorato e che vi lavorano ancora, avanzerebbero quattordicesime, tredicesime, TFR e adempimenti contributivi oltre a ore di straordinario.

Oltre al danno per i clienti, insomma, pure la beffa per i suoi stessi dipendenti. Anche lo stesso ispettorato del lavoro in questi giorni avrebbe accolto l’istanza di alcuni ex-operatori ,e numerose sarebbero arrivate anche le segnalazioni alla Guardia di Finanza, la quale starebbe già attivando le procedure investigative sul caso”.