di Maria Perillo
CAMPANIA.Sono passate molto più di 24 ore dal decreto ufficiale in Gazzetta che prevede di dare alla “treccia di murgia” la denominazione di mozzarella DOP.
La questione risulta aperta da molto tempo , da quando sei anni fa, Pietro Longo, sindaco di Gioia del Colle, in occasione della tradizionale sagra del paese, decisa di puntare sulla treccia in quanto la deniminazone mozzarella apparteneva già alla Campania.
Ma c’è un precedente che lascia pensare, la mozzarella STG (specialità tradizionale garantita) che rappresenta il prodotto degli allevatori di bufale del NORD. Il latte è bufalino ma, la denominazione, di campano non ha nulla dal momento che a farla passare è stato Luca Zaia, ex Ministro leghista.
Cosí la Regione prende posizione; Franco Alfieri, a capo dello staff di DeLuca, ritiene che la denominazione che si vuole dare alla treccia pugliese violi quanto stabilito dall’articolo 11 del Regolamento UE 1151/2012.
Lo stesso Alfieri non si sente tirato in causa dalle accuse del parlamentare Paolo Russo secondo cui, in questa treccia di eventi, la Regione ha adottato la manovra di immobilismo e respinge:
abbiamo appreso la notizia dai giornali, andremo fino in fondo per tutelare la mozzarella di bufala campana ma aspettiamo prima le osservazioni del Consorzio della mozzarella perché se a loro sta bene non possiamo fare altro che prenderne atto.
I consiglieri regionali di Forza Italia Ermanno Russo e Armando Cesaro affermano che la presa di coscienza della Giunta regionale della Campania sia stata tardiva, mentre per Michele Cammarano, consigliere grillino, la questione rappresenta solo una manovra per distogliere tutti dai veri problemi dell’agricoltura regionale e afferma:
le manovre per il nuovo marchio sono iniziate anni fa, perché se ne parla solo oggi?