Campania per l’Ambiente. De Luca: rifiuti, entro un anno e mezzo un ciclo moderno ed ecosostenibile

De Luca: " La Campania da Terra dei Fuochi diventa un modello nazionale per le politiche di tutela ambientale, per la modernità della sua impiantistica e l'innovazione culturale apportata nel rapporto tra economia e ambiente"

La Regione Campania, grazie ai progressi e alla pianificazione fatta in questi anni, agli strumenti e agli investimenti effettuati punta a diventare in un anno e mezzo punto di riferimento nella gestione del ciclo dei rifiuti.

L’iniziativa, “Campania per l’Ambiente” voluta dal presidente Vincenzo De Luca all’hotel Royal Continental a Napoli è servita a fare il punto su tutte le questioni che riguardano le tematiche connesse al ciclo dei rifiuti e più in generale alla questione ambientale. In apertura di dibattito sono stati proiettati anche tre video sui tre fronti su cui l’amministrazione regionale è impegnata: governance del ciclo dei rifiuti, potenziamento degli impianti di compostaggio e raccolta differenziata e risoluzione del problema delle ecoballe accumulatesi nel decennio precedente, su cui nessuna precedente amministrazione regionale si è mai cimentata.

“È molto scorretto commisurare le ecoballe rimosse, che sono tantissime, sull’ammontare complessivo”, ha detto il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, nel corso del suo intervento introduttivo al dibattito. “Abbiamo individuato 3 filiere e la verifica va fatta in ordine all’avanzamento di ciascuna filiera. In questi anni abbiamo, attraverso la vigilanza positiva dell’Anac, espletato procedure di gara, seguito un percorso complesso vigilatissimo e mercoledì prossimo firmiamo il contratto con la società aggiudicataria dell’impianto di Caivano, la A2A. Entro fine luglio, aggiudicheremo anche l’impianto di Giugliano e tratteranno 600mila tonnellate di rifiuti all’anno”, ha spiegato Bonavitacola. “Il termovalorizzatore di Acerra tratta poco più di 700mila tonnellate: è come fare un altro impianto senza esercito senza poteri commissariali e senza emissioni in atmosfera: una rivoluzione”, ha concluso Bonavitacola.

Alla discussione sono intervenuti anche il Presidente dell’Ente d’Ambito “Ato Caserta” Antonio Mirra, che ha sottolineato l’importanza del nuovo modello di governance nel ciclo dei rifiuti messo in piedi dalla Regione Campania grazie alla legge voluta dalla Giunta De Luca e il Presidente Nazionale del Conai Giorgio Quagliuolo che ha riconosciuto i grandi risultati ottenuti dalla Regione Campania sul terreno della raccolta differenziata “ormai pienamente nella media italiana, superiore a tutte le regioni del Sud”.

“La Campania da Terra dei Fuochi diventa un modello nazionale per le politiche di tutela ambientale, per la modernità della sua impiantistica e l’innovazione culturale apportata nel rapporto tra economia e ambiente”, ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a conclusione dei lavori. “Se io dovessi stare qui per galleggiare o lisciare il pelo, preferisco andare a casa perché ci sono cose molto più gradevoli nella vita. Ma siamo qui per una svolta strutturale in Campania e per risolvere problemi che bloccano lo sviluppo di questa terra. E quello dei rifiuti lo è”. Il governatore ha ricordato che “nel 2015 avevamo trovato un piano per i rifiuti che prevedeva altri 3-4 termovalorizzatori”. Un piano cambiato e che prevede la realizzazione di impianti di compostaggio, l’aumento della differenziata e un solo impianto di incenerimento per i rifiuti, quello di Acerra. “Il piano regge sulla base di tre condizioni – ha affermato – l’impianto di incenerimento di Acerra, una differenziata al 70% e gli impianti di compostaggio a cui stiamo lavorando”.

Sulla differenziata, “dobbiamo recuperare un +7% e fare gli impianti di compostaggio”. “Benevento è al 70%, Salerno e Avellino oltre il 60 – ha sottolineato De Luca – Napoli è sotto la soglia del 50%”. Per incrementare la differenziata, occorre investire sul porta a porta. Il presidente De Luca ha ricordato che “la Regione ha investito 250 milioni per il compostaggio, ma rischiamo, per avere 15 impianti, di arrivare ad oltre 2021”. Per questo, ha concluso: “dobbiamo vedere di accorciare tempi della burocrazia che sono ancora troppo lunghi”.

A margine dell’iniziativa, con la stampa, il presidente De Luca si è soffermato anche sul problema connesso allo stop, per 40 giorni, a partire da settembre del termovalorizzatore di Acerra e sulla necessità di individuare dei siti di stoccaggio provvisori. “Tocca ai Comuni, attraverso gli Enti d’Ambito, come prevede la legge regionale, decidere su questa materia”, ha detto De Luca. “La nostra opinione è che vadano tutelati Comuni, si pensi a Giugliano, che in passato sul tema delle ecoballe hanno già pagato un prezzo elevato. Anche per questo, quando abbiamo pensato al nuovo piano regionale, abbiamo deciso di non costruire nuovi termovalorizzatori. I Comuni ora però devono decidere. Non possiamo permetterci di avere rifiuti per strada. Allo stesso tempo, comprendiamo le preoccupazioni delle popolazioni che temono che i siti di stoccaggio da temporanei diventino definitivi. Ma sappiano i cittadini che noi rispettiamo gli impegni: se diciamo provvisori, saranno provvisori”, ha concluso De Luca.