di GIOVANNA PAOLINO
CASERTA. Non convince assolutamente il discorso che Emma Bonino, storica figura del Movimento Radicale , ha tenuto ieri a Caserta al Convegno ” Come vincere la sfida dell’immigrazione”.
Un intervento , che si potrebbe definire demagogico e assolutamente decontestualizzato dal difficile territorio , quello della provincia di Caserta, nel quale viviamo.
Un intervento, quello di Emma Bonino, quasi riparatore a ridosso dei gravi fatti avvenuti la settimana scorsa in Piazza Pitesti con l’aggressione al Giornalista Luca Abete da parte degli immigrati venditori , molti clandestini, di merce contraffatta.
Partiamo da un inizio : l’immigrazione, in provincia di Caserta , non e’ una sfida, ma un problema, una grave malattia che non si riesce a curare e a debellare, un cancro che uccide gli italiani e gli stessi immigrati.
E tutto questo, sia chiaro, partendo da una pieno riconoscimento degli articoli 2 , 3 e 10 della Costituzione Italiana , che sanciscono , rispettivamente, il principio pluralista , principio di uguaglianza e il riconoscimento del diritto d’asilo a quanti trovano accoglienza nel nostro paese provenendo da stati antidemocratici e totalitari.
Ma la tenace e appassionata Emma Bonino , pur riconoscendo il problema, afferma che ” la politica non puo’ avere paura e deve percio’ fornire risposte e soluzioni”.
Questa dichiarazione, alla luce di quanto avviene in provincia di Caserta , e’ molto grave : significa che fino ad oggi, a livello nazionale e a livello locale, abbiamo eletto degli incapaci inadatti ad affrontare una emergenza che ormai si protrae da circa 30 anni. Il problema e’ che questi cosiddetti ” incapaci ” si ripresentano sempre, e vengono sempre eletti attraverso un sistema di coalizioni di partito ed un ingranaggio elettorale costituito ad arte dalla stessa politica.
Ma non e’ tutto . Nel suo intervento Casertano Emma Bonino ha affermato che gli immigrati contribuiscono nella misura dell’8% annuo alla realizzazione del Prodotto Interno Lordo o Pil, svolgono lavori che gli Italiani non intendono svolgere, sono specializzati nella assistenza domiciliare al punto che 800mila di loro sono badanti e che , qualora , fossero cacciati , l’Italia, ormai paese di vecchi, resterebbe senza badanti. A cio’ si aggiunge la celebre frase ; ” Gli immigrati pagano le pensioni e pagano be 68mila docenti”.
Non volendo interpretare male, quelle di Emma Bonino – dichiarazioni che riprendono i risultati dello studio della Fondazione Leone Moressa – si avvicinano a dei ” suggerimenti” rivolti alla nostra gente , nel senso di dire ” trattate bene gli immigrati , non per senso etico ma per tutelare i vostri personali interessi”. Un modo , dunque, per legare gli italiani e i casertani al sistema perverso della immigrazione.
Il problema e’ , invece, un altro : l’ipocrisia , o se vogliamo, il finto moralismo della sinistra e’ la vera causa del grave problema della immigrazione che offende , nella stessa maniera, gli immigrati e gli italiani, oramai sulla strada di diventare un solo popolo.
In provincia di Caserta l’immigrazione e’ un business gestito dalla criminalita’ organizzata, termine , questo, che Emma Bonino nel suo intervento non ha assolutamente usato.
In provincia di Caserta questo modo ipocrita di affrontare il grave problema dello sfruttamento degli immigrati da parte della criminalita’ organizzata ha determinato tensioni sociali molto forti fra le varie etnie . I Casertani sono esasperati e gli Immigrati arrabbiati . Ma , ne siamo convinti, si continuera’ a sopravvivere in questo stallo infangante per tutti perche’ quelli che guadagnano da tale situazione sono tanti.
Si pensi agli immigrati di Piazza Pitesti . Chi fornisce loro i soldi per acquistare merce contraffatta? Quali sono le aziende che producono questi beni illeciti ? Chi tutela questo giro di soldi e di disperate vite umane ?
Si pensi al miliardario giro di prostituzione che ha come ” sede aziendale” l’area compresa tra Marcianise e Maddaloni, nei pressi del Centro Commerciale Campania . Chi tutela quelle ragazze che , di giorno e notte, praticamente svestite , si prostituiscono dinanzi ai bambini che , con i genitori , si recano al Campania per trascorrere ore spensierate.
Vorremmo ricordare alla Signora Bonino, Femminista della prima ora, che quelle ragazze sono Donne e che , in quanto tali , meritano rispetto e dignita’ giuridica e sociale. Chi percepisce i proventi del business prostituzione e perche’ le forze dell’ordine , pur verificando la presenza di donne straniere nude in strada, non intervengono ?
Chi e cosa si vuole coprire ? E non ci si risponda che si chiudono gli occhi per consentire a ” quelle poverette di guadagnare ” perche’ cosi’ facendo butteremmo a mare tutta la Costituzione Italiana e i principi dello Stato di Diritto.
Bisogna ricordare , inoltre, che sia la prostituzione che il mercato di merci contraffatte rappresentano ” lavoro in nero”, quindi non dichiarato allo Stato e, dunque, in quanto tale perseguibile ai sensi di legge.
Cosa dire , poi, degli immigrati allocati ai semafori del Vialone Carlo III? Ci siamo recati sul posto per verificare di persona la rabbia che guida la loro violenza . Si tratta di ragazzi africani che accerchiano l’automobile del malcapitato conducente ferma al semaforo: uno comincia a pulire il vetro anteriore, un altro il vetro posteriore, un altro ancora lucida i parafanghi, e cosi’ via.
In altri termini , un accerchiamento vero e proprio, al quale non si puo’ sfuggire e chi osa farlo viene punito con le botte. Ma vogliamo ricordare che molti di questi ragazzi sono danneggiati dalla cooperative sociali che li gestiscono , in cambio di compensi da parte dell’Unione Europea, cooperative sociali che , in molti casi, si approfittano anche di tutto cio’ che la stessa Unione Europea assegna a ciascun immigrato per la sua stessa sopravvivenza in Italia.
E cosa dire di quanto succede nei paesi rivieraschi della provincia come CastelVolturno o Mondragone? Qui gli Immigrati , moltissimi clandestini, vengono spesso usati , oltre alle consuete attivita’ tipiche dell’ingranaggio camorristico, anche per lo spaccio di droga. Usati e poi gettati via come bestie , in uno Stato che professa il Diritto di Asilo agli Immigrati.
Non e’ vero che gli italiani non vogliono svolgere il lavoro degli immigrati. Vorremmo consigliare ad Emma Bonino di recarsi proprio nell’area dei Mazzoni – Cancello ed Arnone, Castelvolturno, Mondragone – e verificare come l’intera popolazione non abbiente e’ disposta a svolgere qualsiasi lavoro pur di guadagnare qualcosa.
In quella zona, anche 10 euro rappresentano un guadagno utile per sopravvivere. Ma questo e’ un dato che la ” sonnolenta Caserta” e i salotti intellettuali ignorano : per risolvere i problemi non basta parlare ma bisogna scendere in strada.
Vi sarebbe poi l’ennesimo punto della teoria radicale : grazie agli immigrati 68mila docenti hanno la possibilita’ di lavorare. Perche’ coinvolgere la scuola in questo discorso ? Non dimentichiamo che sono tantissimi i docenti che temono, con il ridimensionamento, di perdere il posto di lavoro. Perche’ Emma Bonino non ha citato le cooperative sociali e le strutture recettizie che beneficiano degli immigrati ? Perche ‘ non ha detto : ” Senza gli immigrati chiuderebbero all’istante cooperative ed alberghi”.
Ancora una volta sia gli Italiani che gli Immigrati sono stati costretti ad ascoltare parole e concetti che potevano essere validi 30 anni fa quando Lampedusa era solo una delle piu’ belle isole della Sicilia.
La spesa per affrontare l’emergenza immigrati nel 2016 è quasi triplicata, rispetto alla media 2011-2013, passando da 1,3 miliardi a circa 4 miliardi. Nello stesso periodo i contributi europei sono passati da 84,7 milioni a 120,2 milioni, con un aumento del 38,5%. I dati sono contenuti nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio del Mef. Rispetto allo scorso anno l’incremento stimato è del 26%.
Il governo vorrebbe che l’Europa considerasse queste spese come ‘extra’, e quindi chiede una flessibilità di pari importo, da poter utilizzare nella riduzione dell’Ires già dalla legge di stabilità 2016. Per il momento, tuttavia, questa tesi non sembra essere sostenuta da Bruxelles e, di conseguenza, la riduzione dell’imposta sulle società, che vale circa 3,5 mld, è prevista scattare dal 2017.
La ricostruzione puntuale della spesa impiegata per l’accoglienza dei migranti e il soccorso ”è complessa, data la pluralità degli attori coinvolti”. Nel 2016, si legge nel documento, le risorse necessarie ad affrontare le ”circostanze eccezionali” sono state stimate in circa 4 miliardi per spese di natura corrente. Il differenziale tra la spesa sostenuta dall’Italia nel 2011-2012 e quella negli anni in cui si è manifestata l’emergenza umanitaria, al netto dei contributi Ue, è pari in termini cumulativi in circa 4 miliardi.
Il Mef avverte che se dovesse crescere il flusso di migranti ”si determinerebbe l’esigenza di reperire ulteriori fondi”. Nell’ipotesi di una crescita delle presenze nelle strutture di accoglienza nei prossimi due anni pari a quella rilevata tra il 2014 e 2015, la spesa ammonterebbe a poco meno di 4 miliardi nel 2016.
La quota più significante di spesa riguarda le strutture di accoglienza, che quest’anno dovrebbe assorbire il 53,6% delle risorse totali, con un aumento di 10,6 punti percentuali rispetto alla media 2011-2013. La spesa per i soccorsi in mare resta stabile, al 26,6% (era il 25,1% nel 2011-2013); mentre la spesa per sanità e istruzione è diminuita di 11,9 punti percentuali passando dal 31,9% al 20%. Secondo le informazioni fornite dal Mef i minori hanno un costo medio di 45 euro al giorno, mentre le spesa procapite nelle strutture di accoglienza è pari a 32,5 euro al giorno, a cui si aggiungono i costi per i richiedenti asilo e rifugiati che ammontano a 35 euro giornalieri.
Nel 2014 sono sbarcate sulle coste italiane 170.000 persone, più del triplo rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo le presenze nei centri di accoglienza sono raddoppiate. I dati relativi al 2016 confermano ”un’analoga dimensione della crisi”, con oltre 136.000 migranti arrivati via mare. A settembre erano oltre 80mila i migranti nelle strutture di accoglienza governative e nelle strutture temporanee, cioè quasi il doppio delle presenze registrate a fine 2015 e oltre 10 volte il dato medio del periodo 2011-2012.
Il sistema di protezione per i rifugiati e richiedenti asilo copre più di 26.000 persone; mentre i minori non accompagnati hanno superato le 10.000 unità, ”ponendo un’enorme sfida” su diversi fronti come gli alloggi e la scuola. ”Si tratta di un afflusso epocale” che interessa l’intera Europa, si sottolinea nel dossier. ”L’attivazione e la gestione di un sistema di accoglienza, in grado di far fronte alla pressione registrata, ha comportato uno sforzo di bilancio rilevante”.
A questo punto cosa altro dire cara Signora Emma Bonino : la prossima volta che ci onorera’ della sua visita ci offriamo di accompagnarla a conoscere la nostra terra e le vere condizioni dei nostri fratelli immigrati . Non ce ne voglia , ma qui la storia non si scrive nei salotti e negli strumentali convegni culturali.