Carinaro: aggressione di un genitore a una docente del Comprensivo “Petrarca”

La solidarietà del gruppo di minoranza “Carinaro nel cuore”

CARINARO– All’ esterno del plesso “San Giovanni Bosco” dell’Istituto “Petrarca di Carinaro risalta uno striscione che esprime solidarietà ad un’insegnante che ha subito un’aggressione da un genitore.

Siamo tutti con la maestra Maria per tutelare l’istruzione dei nostri figli”

Il gruppo di opposizione ‘’Carinaro nel Cuore’’ esprime la sua solidarietà e vicinanza alla docente dell’Istituto comprensivo di Carinaro, vittima di una brutale ed inammissibile aggressione durante l’espletamento del suo lavoro. 

La nostra è una condanna ferma ed irrefutabile contro ogni azione dettata dalla violenza e dall’odio.
Non esiste giustificazione alcuna per chi si rende autore di tali spregevoli atti.
Di converso, ognuno di noi dovrebbe fare del dialogo, della ragione e del rispetto i capisaldi della propria etica comportamentale. Auspicando che fatti del genere non abbiano mai più a verificarsi, l’occasione è propizia per augurare una presta guarigione alla persona offesa e che le possa giungere la profonda mortificazione che ci ha pervaso, nonché il più caloroso abbraccio da parte di noi tutti

Della vicenda non si conoscono i contorni, ma sembra sia stata avviata un’indagine interna che dovrebbe dar luogo a una denuncia, che avrà risvolti penali. L’articolo 357 del Codice Penale dispone , infatti, che “agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa”. Con il Decreto sicurezza-bis la norma è stata ulteriormente inasprita,  a pagina 186 della Gazzetta Ufficiale, serie Generale del 9 agosto leggiamo :

Art. 341 -bis (Oltraggio a pubblico ufficiale) . – Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato”. Ma cosa significa offendere “l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale”? Secondo gli articoli 339 e 336 del codice penale significa commettere reati che corrispondono a “violenza o minaccia” oppure alla “resistenza a pubblico ufficiale”. Gli atti  violenti contro i professori possono essere costituiti non solo da offese, percosse, lesioni e violenza privata, ma il reato scatta anche in caso di stalking, minaccia e diffamazione.

Purtroppo sono sempre più frequenti i casi di genitori che reagiscono agli insuccessi scolastici dei figli con delle reazioni dettate dall’impulsività ,che si iscrivono in un contesto sociale e culturale nel quale al docente non è riconosciuto il ruolo fondamentale e cruciale di educatore e di formatore. Al netto di questo caso, del quale non conosciamo ancora tutti i risvolti, c’è infatti da evidenziare come alcuni genitori credano che il successo scolastico si identifichi con l’assenza di problemi e con la presenza di docenti indulgenti. Queste aspettative sono sicuramente il frutto di un’idea di scuola che nel corso degli anni è andata sempre più modificandosi, fino a giungere al paradosso per cui da palestra di formazione attraverso cui i discenti avrebbero dovuto prepararsi alle asperità della vita reale, la scuola è stata concepita come luogo ovattato con il dovere di evitare ansie e preoccupazioni o come direbbe Hegel “l’immane travaglio del negativo”.