Caro Luca Abete , ti scrivo come Cittadino Casertano

di RAFFAELE GIOVINE

Caro Luca Abete ,  ti scrivo come Cittadino Casertano.

Prima di tutto, mi dispiace per quello che hai vissuto, scappare ed essere inseguiti fa tanta paura. E la violenza contro le persone va sempre condannata. Pochi giorni fa ho partecipato ad un corteo e come manifestanti pacifici siamo stati inseguiti dalla polizia senza motivo. Ti capisco.

La paura è paura ed umanamente ti sono vicino.

Ora, però, voglio farti una domanda ed un invito.

In sincerità, rispetto al tuo servizio pensavi che saresti stato accolto con un caffe’ ed un cornetto? Io non credo e mi dispiace che un professionista come te abbia fatto una scelta tanto azzardata.

Ritengo che il problema che tu poni abbia origini profonde nel tessuto casertano e per esperienza ti dico che ad oggi nessuna Amministrazione Comunale è riuscita a dare una sede mercatale ai venditori di Piazza Pitesti (sul modello del balon di Torino).

Quando c’è un problema io sono solito attaccare chi ha responsabilità e non chi subisce.
Perché non hai provato ad interrogare i membri del Comune e soprattutto quelli delle precedenti giunte che sulla questione non sono stati capaci di fare nulla?

Perché non sei mai andato a intervistare nella zona del vesuviano chi produce merci contraffatte?

Perché non hai denunciato il sistema criminale che si arricchisce dietro?

E’ una questione di stile giornalistico, ed il tuo stile stavolta non mi è piaciuto.

Ora faccio una considerazione ed un’invito.

La mia amata terra da anni subisce un’azione di sputtanamento di cui forse tu ti sei reso inconsciamente complice, si parla solo di illegalità e di camorra.

Caserta non è Ginevra ma c’è tanto di buono che è in fermento, ti invito per rimediare a ciò che hai subito a farti un giro con me a Villa Giaquinto (una delle poche esperienze in Italia di spazio pubblico gestito dai cittadini), andiamo alla Reggia ad ammirare il lavoro che sta facendo Mauro Felicori, andiamo a vedere il buono e il bello che c’è. Insieme.

Dalla Strad’Antica, alla Santella fino a Caserta Vecchia.

Ti presenterò i tanti cittadini italiani e migranti che si fanno in 4 per Caserta. Solo per amore.

Sei ospite mio. Andiamo a pranzo e magari con la tua esperienza mi parli di modelli risolutivi della situazione di cui sopra, ti prometto che se positivi me ne farò portavoce in tutti i luoghi.

Però, per cortesia, la mia città in questo momento tanto delicato in cui le serrande si abbassano e la crisi morde non aveva proprio bisogno di essere presentata come “città dell’illegalità” ma semmai come “città del riscatto”.

Noi, a poco alla volta con tante buone esperienze ci stiamo provando.

Ti aspetto.