CASERTA: CON “DUE” MASCHIO E FEMMINA A SERRATO CONFRONTO, AL TEATRO COMUNALE

di RAFFAELE RAIMONDO

CASERTA – In programmazione straordinaria al teatro Parravano uno spettacolo che da almeno un anno sta facendo con successo il “giro d’Italia”. Trattasi di “Due” diretto da Luca Miniero che ha pure scritto il copione a quattro mani con Astutillo Smeriglia. E due saranno anche le repliche fissate per Caserta Venerdì 10 febbraio (ore 20,45) e sabato 11 2017 (un altro due per una doppia replica: alle ore 18 e alle 20,45). Pronto il numero per le info (0823.44.40.51) perché in scena vi sarà Raoul Bova in tandem con Chiara Francini. Scene: Roberto Crea. Costumi: Eleonora Rella. Disegno e luci: Daniele Ciprì. Aiuto regia: Paola Rota. Assistente alla regia: Jacopo Angelini. Sentiamo sempre il dovere di riportare anche queste aggiuntive notizie tecnico-artistiche, giacché vanno scrutate dagli spettatori pure le collaborazioni attive che concorrono fortemente alla godibile fruizione dell’intero allestimento. E andiamo ora alla sostanza della commedia: «La scena è una stanza vuota. L’occasione è l’inizio della convivenza, che, per tutti gli esseri umani sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia.
Sapere oggi come sarà Marco fra vent’anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.
“L’essenza dello spettacolo – spiega il regista Miniero – è tutta nel titolo: è la vita di coppia. In una coppia, ciascuno reca dentro di se il suo passato e il suo futuro, ma, inavvertitamente, emerge una differente visione della vita tra femminile e maschile”.
Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dal loro dialogo.
Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l’immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata».
E Astutillo Smeriglia aggiunge: «A lei piacerebbe tanto sposarsi ma alla fine non sa se vuole sposarsi, mentre lui farebbe anche a meno di sposarsi ma dice che vuole sposarsi. Insomma, la classica storia d’amore, con figli, cani, fantasmi, viaggi nel tempo, un letto Ikea e, naturalmente, Epicuro. Una storia d’amore senza filosofi greci non vale neanche la pena iniziarla».
In definitiva emerge chiaro, alla vigilia delle rappresentazioni, che la pregressa “visione della vita e del mondo” è, in buona sostanza, quella che cinema e tv ci propinano ogni dì, ma qui v’è in più la magia del teatro, che ti fa sentire il respiro degli attori, l’interiorizzazione dei personaggi, indipendentemente – s’intende – da qualunque pregiudizio o giudizio di etica rilevanza.