Caserta, Consiglio comunale. Miccolo (SpC): “Serve controllo non una militarizzazione di facciata. Sui mutui Marino chiarisca se c’è stata un’estorsione della Cassa Depositi e Prestiti”

di Reazione (GESUALDO NAPOLETANO)

CASERTA – Il sistema politico casertano ha gettato la maschera: dove sono tutte le liste civiche che dovevano portare novità grosse al comune? Dove sono tutti i nuovi candidati che si sono, come sempre, rivelati utili solo a riempire le liste che hanno consentito ai ‘prescelti’ di contendersi il seggio in consiglio? Sono spariti nel nulla, inconsistenti come le promesse e, finanche, i programmi elettorali della maggioranza e del centrodestra di opposizione. Chi aveva Caserta nel cuore ha ritrovato passioni berlusconiane. I democratici centristi si sono riscoperti socialisti e i socialisti si sono riscoperti federati. Tutte sigle vuote che coprono gli stessi nomi, da 20 anni. La situazione più tragicomica è quella di Alternativa Popolare che ha un consigliere, Pasquale Antonucci, in maggioranza, e uno, Riccardo Ventre, in opposizione. Il loro partito, comunque, avrà un assessorato che non si nega a nessuno, a Caserta. Viste queste scene non posso che essere contento della posizione antisistema assunta da Speranza per Caserta, sempre più evidente nelle prese di posizione del nostro gruppo consiliare. Anche nell’ultimo consiglio comunale Speranza ha detto sì ad un serio controllo della sicurezza in città e no alla militarizzazione di propaganda che non risolve alcun problema. Diciamo sì ad una commissione pari Opportunità capace di rappresentare realmente le istanze di eguaglianza e la sete di diritti, ma i consiglieri di maggioranza e opposizione preferiscono che la commissione sia una mera passerella dove sfogare le esigenze di visibilità dei trombati della politica. I casertani, infine, dovrebbero ringraziare vivamente il sindaco Marino e i consiglieri della sua maggioranza che ieri hanno deciso di regalare alla città un aggravio del debito di oltre un milione e 700mila euro. In aula hanno cercato di spiegare che non si è trattato di una scelta ma quasi di una imposizione della Cassa Depositi e Prestiti. Noi non sappiamo se è andata così e, per questo motivo, il gruppo consiliare di Speranza per Caserta si attiverà per ottenere dagli uffici comunali la nota arrivata dalla sede dell’istituto. Se la Cassa ha imposto al comune di Caserta una dilatazione dei debiti per incassare un milione e 700mila euro in più, questo atteggiamento avrebbe un nome ben preciso: estorsione. E il sindaco Marino, anziché piegarsi supinamente alla richiesta, avrebbe dovuto difendere il diritto dei casertani a non essere gravati da nuovi debiti. Senza considerare che, il taglio delle rate fino al 2024, fa presagire la più grave responsabilità dell’amministrazione e del primo cittadino, che è apparso soddisfatto dal poter spendere 600mila euro in più all’anno e di aver spostato il peso del debito sulle generazioni future. Come sempre i nostri consiglieri controlleranno che la raccomandazione dei revisori dei conti in merito sia ascoltata e che i soldi dei casertani siano usati con intelligenza e non per sfamare le clientele come fatto finora.