di Ciro Guerriero
CASERTA – Giustina Massaro e Pasquale Gallo, due coniugi colpiti da Poliomelite pochi mesi dopo la nascita, scrivono una lettera aperta al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dalla loro residenza di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, con la speranza di passare gli anni che ancora restano da vivere in una condizione meno difficile.“Chiediamo al Sindaco di Milano di accoglierci nel comune dove abbiamo già passato un’infanzia felice, perché Trentola Ducenta non è un paese per disabili”.
“Siamo due coniugi, affetti da gravi disabilità – scrivono nella lettera al sindaco di Milano – ci troviamo per la prima volta a scriverle pubblicamente a causa di un forte disagio che stiamo vivendo in questi anni, da quando ci siamo trasferiti a Trentola Ducenta, dopo aver vissuto i nostri anni più belli, l’infanzia e la giovinezza a Milano, la città che riteniamo, la nostra, pur essendo noi due campani”.
Giustina e Pasquale a si sono conosciuti da ragazzi, perché frequentavano l’istituto Don Gnocchi, proprio in quanto disabili. Lei 54 anni, originaria di Casal di Principe e Pasquale, 59 anni, originario di Gioia Tauro, sono entrambi pensionati. Non hanno figli, ma hanno tre bei cagnolini che li tengono compagnia. “Si chiamano Billy, Leone e Tossi. Sono loro i nostri figli – dice Giustina con gli occhi che sorridono mentre gioca con i cani – se non fosse per loro, la nostra vita sarebbe ancora più difficile. Qui manca la presenza dello Stato, delle istituzioni – denuncia Giustina – Al Comune di Trentola Ducenta non sanno proprio che ci sono disabili tra i loro cittadini. Non è mai venuto un assistente sociale. Ci conoscono solo perché siamo andati al Comune per chiedere che venisse qualcuno a casa per un paio d’ore, per andare a prendere dell’acqua, fare la spesa. Insomma darci una mano nelle cose in cui abbiamo difficoltà”. “La malattia di cui siamo affetti è degenerante – aggiunge Pasquale – Più gli anni passano e più abbiamo problemi a muoverci”
“Negli anni milanesi – scrivono ancora nella lettera aperta a Sala – siamo stati ospiti della struttura Don Gnocchi, poiché affetti da poliomielite, che ci ha poi costretti a vivere una intera vita con la disabilità. Disabilità di per sé molto grave e invalidante, ma, sino a quando eravamo a Milano, grazie all’assistenza e ai servizi cittadini, non ne avvertivamo il peso, così come lo avvertiamo oggi. Un macigno che ci rende invivibile e faticosa l’esistenza. Per questo, non volendo disprezzare la Campania, nostra terra natia – continua la lettera – che pur essendo meravigliosa per molti aspetti, sul piano dell’assistenza e dei servizi sanitari ed in particolare per i disabili, è anni luce indietro rispetto a Milano e alle altre città europee. Ormai, abbiamo raggiunto una certa età, siamo soli e non riusciamo più a vivere, anzi a sopravvivere in queste condizioni. Il nostro sogno è tornare a Milano,lì dove ci sentiamo a casa”.
Infine, l’appello conclusivo: “ Ci appelliamo a Lei, signor Sindaco, e a tutti i milanesi – scrivono Giustina e Pasquale – affinché non resti indifferente alla nostra richiesta di essere accolti a Milano. Ci appelliamo a lei perché crediamo ancora che ci sia uno spiraglio di speranza affinché noi possiamo essere ancora felici, lì dove lo siamo stati per anni”.