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CASERTA. IL RIMPASTO – GOLPE E FRANCO DE MICHELE SPACCANO LA MAGGIORANZA DI MARINO PRONTA A DISERTARE IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 6 OTTOBRE

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. Il recente rimpasto di giunta  ha sollevato venti minacciosi su Palazzo Castropignano delineando dubbi e prospettive incerte sulla elezione di Carlo Marino a Presidente della Provincia di Caserta e , soprattutto, sulla tenuta della attuale consiliatura.

Ma procediamo con ordine.

E’ fissato per oggi  5 ottobre 2017 , in prima convocazione, e per domani 6 ottobre 2017, il Consiglio Comunale che dovrebbe deliberare la surroga del Consigliere Comunale  Dora Esposito , nominata Assessore in seguito al recente rimpasto di giunta, e  valutare le cause di ineleggibilita’ e di incompatibilita’ alla nomina di Camillo Federico, che, per l’appunto, dovrebbe subentrare a Dora Esposito nei banchi della maggioranza come Consigliere Comunale.

Fin qui tutto normale se non fosse che , secondo fondate indiscrezioni, gran parte della maggioranza consiliare sarebbe intenzionata a disertare il Consiglio Comunale del 6 ottobre  ” per dare una lezione ” al Sindaco Carlo Marino al quale molti   gruppi politici  di maggioranza non perdonano un rimpasto  di giunta ” dettato da accordi politici oligarchici  e non dall’interesse della citta’  ” , un rimpasto di giunta che ” avrebbe finito con il privilegiare , ancora una volta , il Pd , Psi e CD, a discapito degli altri  gruppi consiliari del centro sinistra ” , i quali  hanno sostenuto il Sindaco Carlo Marino alle elezioni amministrative del 2016 e che , soprattutto, si sono impegnati ad appoggiare la sua candidatura alla Presidenza della Provincia di Caserta alle elezioni del 12 ottobre 2017.

Secondo  rincorrenti rumors  sarebbero intenzionati a disertare il Consiglio Comunale del 6 ottobre , almeno un paio di Consiglieri del PD – ANDREA BOCCAGNA e ANTONIO CIONTOLI-, l’intero gruppo consiliare di Obiettivo Comune , che fin dall’inizio si era dichiarato contrario al rimpasto di giunta , ovvero DOMENICO GUIDA, DONATO TENGA,  ROBERTO PELUSO, GIANNI MEGNA, il gruppo consiliare dei Democratici per Caserta composto da LORENZO GENTILE, FILIPPO MAZZARELLA E DOMENICO MAIETTA, che ha come referente  il Consigliere Regionale Alfonso Piscitelli, ed, infine , il gruppo consiliare di Campania Libera , composto da LILIANA TROVATO  e da  MARIO RUSSO e che ha come referente il CONSIGLIERE REGIONALE LUIGI BOSCO.

 

Se  si realizzasse per davvero  questa situazione,  l’assenza di ben 11  Consiglieri Comunali  su 21 eletti  in seno alla maggioranza  dimostrerebbe in modo inequivocabile la spaccatura evidente all’interno del centro- sinistra   a causa del  recente rimpasto di giunta,  considerato da molti come un vero e proprio golpe.

Ma non e’ tutto.

Pronta a disertare il Consiglio Comunale del 6 ottobre  sarebbe anche l’intera opposizione ,  quanto mai intenzionata a cavalcare la destabilizzazione  tra gli equilibri della maggioranza determinata dalla situazione politica in atto.

All’appello , pertanto, mancherebbero complessivamente 20 Consiglieri Comunali su di un totale di 32.

Insomma , un bel problema per il Sindaco Carlo Marino  che , in questo modo, rischia di trasformare la sua avanzata alla guida di Palazzo Castropignano e alla guida della Provincia di Caserta nella rotta del Titanic .

Un bel problema se si pensa che sabato 14 ottobre 2017  il Consiglio Comunale di Caserta e’ stato nuovamente convocato per l’approvazione del bilancio alla luce della recente sentenza di annullamento del Tar Campania : se, in questa occasione , non si realizzasse il numero legale , e, dunque, non si approvasse nuovamente il bilancio, il Consiglio Comunale di Caserta sarebbe sciolto .

Quali le ragioni di questa rivoluzione in seno alla  maggioranza ?

Alla base del problema non vi sarebbe  tanto la decisione del Sindaco di procedere al rimpasto, che ogni amministrazione politica utilizza come intervento rapido e chirurgico che consente di apportare i cambiamenti ritenuti necessari senza interrompere o rallentare l’azione amministrativa.

Il problema , secondo i rumors che ormai circolano inarrestabili, sarebbe la scelta del Sindaco che , ancora una volta, avrebbe privilegiato nella sua azione di governo il Psi di Francesco Brancaccio, Centro Democratico del Consigliere Regionale Giovanni Zannini e , soprattutto, il plenipotenziario Franco De Michele, vero e proprio  ” dominus”, per molti ”  eminenza grigia ” di questa amministrazione comunale.

Si ricordi che , oltre alla carica di Vice Sindaco , Franco De Michele  ricopre anche i ruoli di Assessore ai Lavori Pubblici, al Personale, al Canile Municipale, ai Cimiteri, all’Ecologia  .

In effetti,  a ben guardare, in seguito al rimpasto di giunta, il Psi rafforza la sua posizione in seno alla giunta Marino con ben due Assessori  – Emiliano Casale e Dora Esposito- ,  come del resto Centro Democratico che , se da un lato , penalizza Maddalena Corvino con la revoca dalla carica di Vice Sindaco, dall’altro lato , stabilizza e  consolida la propria posizione all’interno di Palazzo Castropignano con la stessa Maddalena Corvino Assessore  a cui e’ stata conferita la delega alle Politiche Sociali nell’ambito C1  ai sensi della legge 328 /2000  e con l’ingresso del Consigliere Comunale Camillo Federico.

Ma, al di sopra  di tutti, rimane la posizione di supremazia , indiscussa e altrettanto discutibile , di Franco De Michele, espressione del Pd, mega assessore senza avere  partecipato  come candidato alle amministrative 2016.

Restano fuori da questo accordo strategico fra il Sindaco Carlo Marino, il Psi, Centro Democratico e Franco De  Michele, tutti gli altri gruppi consiliari che hanno sostenuto fino ad oggi l’amministrazione comunale.

Un accordo  politico progettato nelle stanze del potere senza alcuna condivisione politica con gli alleati.

Il nodo del problema, dunque, starebbe proprio nella nomina di Franco De  Michele alla carica di Vice Sindaco , laddove gli altri gruppi consiliari di maggioranza, fondamentali per la tenuta dell’amministrazione Marino e per la sua vittoria alle elezioni provinciali del 12 ottobre 2017 sarebbero stati clamorosamente esclusi non solo da ogni incarico, ma anche da qualsiasi discussione o trattativa politica al riguardo.

Nell’attuale amministrazione comunale il Pd e’ rappresentato , oltre che dal Sindaco, anche  dal Vice Sindaco, nonche’  Assessore plenipotenziario Franco De  Michele,  dal Presidente del Consiglio Comunale Michele De  Florio e dall’Assessore Daniela Borrelli. Per  dovere di cronaca , va detto che negli equilibri consiliari il Presidente del Consiglio equivale a ben 2 Consiglieri Comunali

Il partito di via Maielli , dunque,  ricopre i  ruoli cardine istituzionali di Palazzo Castropignano.

Va ricordato, tuttavia, che , nel 2016, il Pd ha vinto le elezioni a Caserta con appena l’11% dei voti. Una percentuale esigua rispetto al consenso elettorale riportato dal resto dei gruppi consiliari che attualmente siedono nei banchi di Palazzo Castropignano.

Il Pd , tuttavia, a dispetto di questi incarichi prestigiosi nella amministrazione Marino, conta  solo5 Consiglieri Comunali, anzi 4 dal momento che Antonio Ciontoli prosegue nella sua azione di dissenso nei confronti del partito.

Carlo Marino , invece,  e’ stato eletto Sindaco con i i voti di Campania Libera ,  di Centro Democratico,  del Psi, di  Obiettivo Comune , dei  Democratici per Caserta , di Alternativa Popolare , di  Quarto Polo.

E’ evidente che la posizione di predominio  del Pd continua a non trovare giustificazione  rispetto alla consistenza numerica degli altri gruppi consiliari, i quali , ovviamente, sarebbero quanto mai intenzionati, in questo delicato momento di accordi elettorali per le elezioni provinciali ,  a fare valere le loro ragioni .

A cio’ si aggiunge la polveriera pronta ad esplodere per la nuova approvazione del bilancio e per la sentenza di annullamento dello stesso da parte del Tar Campania.

Un sentiero minato, pertanto, quello nel quale si sta muovendo il Sindaco Carlo Marino : la falange armata e’ pronta a deporre le armi e a questo punto l’Arte del Temporeggiare dovra’ cedere il passo ad una azione concreta di uguale valorizzazione  politica degli altri alleati.

 

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