Caserta. L’ arresto di PASQUALE CORVINO : l’altra verita’

di ANTONIO DE FALCO e di GIOVANNA PAOLINO

Nei giorni scorsi l’arresto del Dott. Pasquale Corvino ,  rappresentante legale del “Centro Minerva Due srl” e socio accomandatario dell’Istituto fisioterapico Ifo , oltre che esponente di spicco della politica casertana e regionale.

A carico del Dott. Corvino l’accusa di avere provocato danno all’Erario dello Stato attraverso il sistema della Sanita’, ovvero con Tac e risonanze  che non sarebbero mai state eseguite nei suoi centri medici.

Questi i fatti che , ovviamente, dovranno essere provati nel corso delle indagini  e nel rispetto del principio  di presunzione di innocenza in base al quale un imputato e’ considerato non colpevole fino a prova contraria.

Tale  principio, e’ il caso di ricordarlo, e’ indicato nell’art. 11 della Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948 ed e’ sancito dalla Costituzione Repubblicana che considera la presunzione di innocenza tale fino alla sentenza di condanna confermata all’eventuale terzo grado di giudizio della Corte Suprema di Cassazione.

Sta di fatto che  , nel momento in cui si e’ diffusa la notizia dell’arresto di Pasquale Corvino, si e’ scatenato a Caserta un tam tam mediatico da parte di numerosi organi di stampa : un clamore che , considerato lo spessore sociale e politico del personaggio,  era anche prevedibile  ma che , in seguito, ha acquistato risvolti e caratteristiche simili a quelle dello sciacallaggio, tanto piu’ gravi quanto piu’ la figura di Pasquale Corvino , fino ad ieri  rispettata e quasi temuta per il suo inconfondibile carisma  di medico, di imprenditore e di politico , veniva ripetutamente e costantemente buttata nel fango da quanti fino  a poche ore prima dell’arresto lo avevano osannato.

Storie ordinarie di una massa , quella casertana, gestita da logiche incomprensibili di ipocrisia e di servilismo ma anche di morboso interesse verso le disgrazie altrui in una misura   direttamente proporzionale alla rilevanza sociale del malcapitato di turno.

Storie ordinarie degli organi di  informazione casertani  , che , ormai, per aumentare le vendite o  i ” likes ” sul web , perdono  di vista, molto spesso, la verita’  a danno del diritto alla verita’  e a danno della dignita’ di chi viene sbattuto sulle pagine dei giornali come il “mostro di turno” di cui liberarsi per garantire un futuro migliore alla societa’.

Ma procediamo con ordine per capire tutte le ” fesserie ” che abbiamo avuto modo di leggere in questi giorni sulla vicenda di Pasquale Corvino : vere e proprie ” elugubrazioni mentali” considerato che l’ordinanza di custodia cautelare e’ stata resa pubblica.



Innanzi tutto, va detto , che , in relazione alla vicenda in questione sono indagate due persone per quanto riguarda il Centro Minerva Due srl e l’Istituto Fisioterapico Ifo : ovvero, il Dott. Pasquale Corvino, in qualita’ di rappresentante legale del primo e socio accomandatario del secondo , e il Sig, Pietro Schiavone , amministratore di fatto di entrambi i centri.

Questi dato consente di delineare, e saranno le indagini a farlo, una linea di demarcazione tra il ruolo svolto all’interno dei centri fra il Dott. Pasquale Corvino e il Sig. Pietro Schiavone . Quasi come dire : non tutto passava per le mani di Pasquale Corvino.

Ma non e’ tutto .

Nella giornata  odierna , addirittura , e’ stata pubblicata una notizia che potremmo definire infamante per un uomo come il Dott. Corvino .

E’ stato scritto, infatti, che , all’arrivo dei Carabinieri nel centro medico,  per espletamento delle indagini, Pasquale Corvino si sarebbe ” SPACCIATO PER TIROCINANTE ”  e cio’ al fine di evitare di fornire eventuali informazioni alle Forze dell’Ordine.

Ed e’proprio questo aspetto della vicenda che dimostra due cose : o che alcuni operatori dell’informazione non sanno leggere o che agiscono nel loro lavoro spinti da un arrivismo tale che li induce a violare i sacrosanti limiti della verita’ e dignita’ della persona umana.

Il DOTT. PASQUALE CORVINO NON SI E’ MAI SPACCIATO PER TIROCINANTE  dinanzi ai Carabinieri : e questo non lo diciamo ” pro bono  sua ”  , ma semplicemente perche’ lo dice l’ordinanza di custodia cautelare.

Insomma , una grossa ” bufala ”  circolata sui giornali  e che  sarebbe stata ricavata dalle intercettazioni telefoniche intercorse fra Pietro Schiavone, amministratore di fatto dei Centri Medici di Pasquale Corvino , e un dipendente dello stesso,  di nome Pasquale , il quale racconta al primo di essersi presentato ai Carabinieri come tirocinante.

Il dipendente Pasquale , dunque, di cui nell’ordinanza si riporta la comunicazione telefonica , e’ solo un OMONIMO  di Pasquale Corvino, che , nelle conversazioni intercettate  viene chiamato  espressamente DOTTORE CORVINO.

Non solo. Ma entrambi, sia Schiavone che il dipendente Pasquale, si ripromettono di  ” RIFERIRE QUANTO ACCADUTO AL DOTT. CORVINO”.

A dispetto di tutte le altre notizie infamanti sul conto di Pasquale Corvino anche quella secondo cui oggi, 16 giugno 2017, non si sarebbe svolto il previsto interrogatorio con il giudice incaricato delle indagini. L’interrogatorio , invece, si e’ svolto e il Dott. Pasquale  Corvino si e’ presentato al  magistrato esponendo i fatti che stiamo raccontando.

Sulla base di cio ‘ che e’  accaduto  come non si puo’ puntare il dito contro quanti hanno approfittato di un simile momento per lanciare nel fango Pasquale Corvino e la sua intera famiglia?

Come non  pensare che l’attacco mediatico a Pasquale Corvino  e’ semplicemente un attacco alla sua persona e , soprattutto , ai suoi successi politici ed imprenditoriali ?

Al riguardo va detto che il Danno erariale a lui imputabile ammonta ad appena 30/35mila euro. Viene da chiedersi se  un uomo in una simile posizione sociale avrebbe rischiato il carcere per una somma cosi’ inconsistente.

Il Dott. Pasquale Corvino ha 60 anni , una moglie e tre figli che quotidianamente stanno assistendo allo scempio mediatico del loro genitore. Pasquale Corvino non e’ un pregiudicato e la sua fedina penale e’ pulita.

Ma e’ un uomo che ha sempre avuto la capacita’ di vincere su quanti pensavano, invece, di fermarlo e , forse , qualcuno non gli ha perdonato la sua ” innata indole al successo “.

La Giustizia deve fare il suo corso come la Stampa deve garantire la verita’  ed il rispetto delle persone : il resto sono chiacchiere pericolose per la democrazia e per lo sviluppo di una societa’ civile.