di GIOVANNA PAOLINO
Caserta, la citta’ del silenzio : questo il biglietto da visita della citta’ capoluogo da sempre amministrata da una Politica che, non si capisce secondo quale logica, ha sempre taciuto dinanzi alle enormi e reali problematiche del territorio. Caserta, citta’ pirandellina , del ” cosi’ e’ se vi pare “.
La situazione non e’ cambiata neanche con l’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Carlo Marino, nella quale maggioranza e opposizione sembrano partecipare, insieme, ad un cordiale Convivium nel quale l’oramai disincantato cittadino non riesce piu’ a distinguere quali sono i consiglieri comunali di maggioranza e quali sono i consiglieri comunali di opposizione.
Nei giorni scorsi la citta’ di Caserta e’ balzata agli ” onori ” della cronaca nazionale per due ragioni : nella graduatoria del Sole 24Ore la provincia di Caserta e’ risultata terzultima nella graduatoria nazionale per livello di vivibilita’ e , quasi a dimostrare cio’, lo scorso 4 dicembre, in seguito ad una segnalazione dell’Associazione ” Riprendiamoci Caserta” , della quale e’ Presidente Antonio De Falco, sono arrivate in Piazza Pitesti le telecamere del tg Striscia la Notizia per denunciare il mercato della contraffazione che ivi si e’ sempre svolto da moltissimi anni , ovviamente nel silenzio delle Istituzioni.
E dinanzi a questo come reagisce la Politica casertana ? Tace secondo i canoni di un finto conformismo borghese che ha come linea guida il silenzio o forse la gestione di altri interessi.
Bisogna ricordare che gia’ nel mese di settembre 2016 Stefano Mariano, Consigliere Comunale di opposizione, aveva pubblicamente lanciato un drammatico appello sulla situazione di evidente illegalita’ che ha trasformato Piazza Pitesti in uno dei piu’ ricchi mercati della contraffazione in Italia. Ma a tutt’oggi la questione, che pure Stefano Mariano aveva denunciato con un documento pubblico, consegnato al Sindaco di Caserta , non e’ mai stata affrontata in Consiglio Comunale ne’ tantomeno , alla luce degli avvenimenti di Striscia la Notizia, nell’ultima assise, che si e’ celebrata lo scorso 14 dicembre all’indomani del blitz di Abete a Caserta.
Nessun consigliere comunale ha proposto sulla vicenda Piazza Pitesti una interpellanza o una mozione per dare spiegazione ai cittadini o quanto meno per chiedere chiarimenti su come l’amministrazione intendesse operare alla luce della ennesima figuraccia nazionale.
Forse perche’ gli interessi sono altri.
Altra vicenda che pure esiste a Caserta e della quale non si parla pubblicamente e’ la cosiddetta ” investitura”, tanto per usare un termine feudale , degli ” assistenti agli Assessori comunali”.Anche su questo punto nessuno parla , o meglio se ne parla tanto nei corridoi di Palazzo Castropignano , ma nessuno dei Consiglieri Comunali , e toccherebbe all’opposizione, ha pensato di intervenire per comprendere cosa stia realmente accadendo.
Questi i fatti.
Stando a quello che viene raccontato alcuni Assessori della attuale amministrazione avrebbero , di propria iniziativa, nominato degli ” assistenti” che , a Palazzo Castropignano , e , dunque, negli uffici comunali si interfacciano con l’utenza a nome dell’Assessore e , dunque della Amministrazione , utilizzano i servizi del Palazzo Comunale , trattano dati sensibili.
Si tratterebbe di persone che alle ultime elezioni amministrative o si sono candidate a supporto del Sindaco Carlo Marino ,e che non sono state elette, o di fedelissimi del Sindaco ,che sono comunque riusciti ad entrare dalla porta di servizio di Palazzo Castropignano.
Stando alle indiscrezioni sarebbero circa 7 queste persone estranee all’amministrazione e due di queste sarebbero “retribuite ” dagli Assessori che le hanno reclutate.
Una logica feudale nella quale si intrecciano rapporti personali tra feudatario, vassallo e valvassore mentre i servi della gleba guardano indifferenti a questi giochi di potere che con lo stato di diritto non hanno niente a che vedere.
Chi sono queste persone e a che titolo entrano a fare parte dell’Amministrazione Comunale laddove la loro figura istituzionale non e’ prevista ne’ dal Tuel- Testo Unico degli Enti Locali – ne’ dal Regolamento Comunale ?
Palazzo Castropignano,lo ricordiamo, e’ la sede del Comune di Caserta : una istituzione pubblica, dunque, nella quale chi vi accede per lavorare lo puo’ fare solo in base ad uno specifico rapporto di lavoro .
Qui non c’e’ alcun rapporto di lavoro ne’ subordinato, ne’ di collaborazione, ne’ a titolo gratuito.
Il rapporto di lavoro subordinato non sussiste perche’ queste persone avrebbero dovuto essere assunte dalla Pubblica Amministrazione con un concorso pubblico che non e’ stato bandito.
Ne’ tanto meno si puo’ parlare di collaborazione autonoma, come contratti a progetto o contratti a prestazione continuativa e collaborativa, perche’ il Comune di Caserta, ente in dissesto, non puo’ pagare prestazioni professionali come quella che viene fornita da queste persone.
E ancora di piu’ e’ da escludere la figura del contratto a titolo gratuito , che gia’ il Segretario Comunale di Caserta Luigi Martino si rifiuto’ di attuare per la Giunta Del Gaudio : ovvero , queste persone sarebbero collaboratori personali dell’assessore dal quale vengono personalmente retribuiti a condizione , pero’, che non operino all’interno della sede comunale utilizzando beni e mezzi dell’amministrazione nell’esercizio delle loro funzioni. Cosa che, invece, non accade con questi invisibili ad alcuni dei quali pare siano consegnate anche le chiavi del palazzo.
Insomma , questi ” invisibili” chi sono ? Che ruolo hanno nella amministrazione di Palazzo Castropignano?
Ancora una volta cadra’ il silenzio su questa vicenda che , secondo i canoni pirandelliani, ne siamo sicuri, sara’ negata per lasciare spazio ad una diffusa illegalita’ alla quale i Casertani sono talmente abituati al punto da non indignarsi piu’.
Cosi’ e ‘ se vi pare , basta che ognuno porti a casa il proprio miserabile ed effimero bottino.