CASERTA. LA REGGIA NON E’ IL TURISMO CASERTANO. IL DANNO E LA BEFFA DELL’INFOPOINT DELL’EPT CASERTA. LA REGIONE INDECISA NON TUTELA E NON INCENTIVA LE IMPRESE PRIVATE.

di Giovanna Paolino

Turismo a Caserta. Una parola inflazionata, ormai, nella quale sembra volersi dipanare il futuro di una citta’ e di una provincia che aspettano da tempo un riscatto economico e sociale.

Questa sera l’attesissimo evento ” Rosso Vanvitelliano” e l’apertura della Reggia al costo simbolico di 1 euro.I Revisori dei Conti, peraltro, nella seduta del prossimo 28 luglio, consegneranno una relazione nella quale l’operato finanziario di Mauro Felicori viene completamente promosso.

Ma il turismo casertano non e’ solo la Reggia di Caserta : nonostante le segnalazioni dell’Onorevole Camilla Sgambato e gli sforzi dell’Ept Caserta guidato da Lucia Ranucci, permane ancora una scissione netta fra Reggia di Caserta e Turismo in provincia di Caserta e nella citta’ capoluogo.

Nella giornata di ieri il Sindaco  di Caserta , Carlo Marino, ha incontrato una folta delegazione dell’Ept per concordare una comune strategia di programmazione turistica che al momento e’ risultata essere completamente assente.

Sul banco degli imputati la Regione Campania , con il Presidente Vincenzo De Luca che fino ad oggi non si sarebbe attivato, secondo gli operatori del settore, nel senso di un incremento strategico e programmatico del turismo casertano.

 

La Reggia di Caserta non  rappresenta il turismo a Caserta anche se, mentre il Manager Mauro Felicori chiude il bilancio in attivo,  gli imprenditori privati sono molto ostacolati nell’intraprendere attivita’ legate alla promozione turistica del territorio.

Un esempio fra tutti il chiosco sede dell’Ept Caserta nei pressi dei Giardini della Flora, che il Presidente Vincenzo De Luca ha spesso minacciato di chiudere .

Va detto che , al momento, non esiste nel capoluogo di provincia di Terra di Lavoro alcun centro di accoglienza e di informazione per i turisti che arrivano in citta’.

L’infopoint dell’Ept Caserta e’ l’unica sede che veicola il patrimonio culturale e artistico della citta’ e della provincia ai  turisti che vi accedono. Sono appena 9 i dipendenti dell’Ept , i quali , insieme con Lucia Ranucci, si alternano, anche e soprattutto nei giorni festivi, nella conduzione del chiosco per sopperire alle esigenze e alle richieste dei visitatori.

A parte questo, a Caserta non vi e’ altro.E gia’ tale  dato rappresenta un segnale evidente di come viene concepito il turismo della provincia al di fuori delle mura del palazzo vanvitelliano.

Ma non e’ tutto.Gli imprenditori casertani, che dovrebbero essere il collante  fra turismo e sviluppo economico del territorio, sono fortemente penalizzati dalla assenza di una politica regionale e nazionale in grado di potenziare il tutrismo casertano.

L’infopoint Ept nasce da un accordo tra Comune di Caserta, Ept Caserta  e imprenditoria privata del nostro territorio. Un accordo dal quale proprio gli imprenditori casertani che hanno sostenuto il progetto potrebbero ricevere danni a causa di una politica regionale sul turismo priva di ogni programmazione.

Ma procediamo con ordine per comprendere come , in realta’, le istituzioni ” se ne fregano ” del turismo casertano.

Fino a qualche anno fa la sede dell’infopoint dell’Ept era sita in locali di proprieta’ di un privato , tale Signor Costanzo,siti tra Piazza Dante e Corso Trieste.

Il proprietario della sede rescisse il contratto dichiarando di avere bisogno dei locali. Sta di fatto che il canone mensile dell’immobile a carico dell’Ept Caserta era di 900euro mensili. Il nuovo inquilino, invece, versa al Signor Costanzo ben 1300euro mensili, ovvero 400euro in piu’ rispetto all’Ept.

In seguito allo scioglimento del contratto fra Ept e Signor Costanzo , per qualche tempo l’Infopoint non ebbe una sede per mancanza di locali disponibili , fino a quando non intervenne il Piano Chioschi della Giunta Del Gaudio che aveva come obiettivo , attraverso i chioschi, il potenziamento dei piccolo esercizi commerciali in luoghi pubblici e la funzione di punto di incontro e di aggregazione sociale.

La normativa prevedeva che si potesse acquistare un chiosco con appena 50mila euro.

Un gruppo di imprenditori casertani acquisto’ il chiosco nei pressi dei Giardini della Flora  per  concederlo in  locazione all’Ept Caserta e , dunque, intraprendere una attivita’ di promozione turistica del nostro territorio.

Ma gia’ fin da qui il primo danno agli imprenditori coinvolti , che, invece, meriterebbero  di una maggiore tutela economica e finanziaria in questo delicato settore  da parte delle istituzioni nazionali e regionali : il contratto con l’Ept fu stipulato sulla base di un canone di 600 euro e non di 900euro, come invece era accaduto con il Sig. Costanzo, precedente proprietario.

Al danno , dunque , si unisce la beffa per gli imprenditori che hanno acquistato il chiosco e ai quali la Regione Campania ora manda a dire che si prevede la soppressione degli enti intermedi , e dunque dell’Ept Caserta.

Alla base di tale motivazione vi sarebbe la costituzione della mai attuata Agenzia Regionale e la nomina di un SuperCommissario Regionale che dovrebbe adottare le decisioni in sostituzione dei disciolti enti provinciali del turismo.

Rimane di fatto che il sacrificio imprenditoriale dei proprietari del chiosco Ept Caserta e’ risultato vano mentre, in una economia di efficace ed efficiente programmazione turistica, avrebbe dovuto essere non solo tutelato ma anche incentivato.

” Noi – affermano gli imprenditori coinvolti nel progetto chiosco Ept – abbiamo realizzato un investimento per fornire un servizio ai cittadini . Siamo stati invece danneggiati dalle istituzioni che, in tal modo, bloccano l’iniziativa economica privata e danneggiano il turismo”.

Una situazione di asfissiante indecisione che spiega come il turismo casertano annaspi nella burocrazia: se Vincenzo De Luca , Presidente della Regione Campania, non prende decisioni sul futuro dell’Ente Provinciale del Turismo , che avrebbe dovuto essere soppresso lo scorso 30 giugno, e va avanti a suon di proroghe, il COmune di Caserta , a sua volta, non puo’ adottare decisioni sul futuro del chiosco e sul futuro della politica turistica a Caserta.

 

Come si vede, e’ ” il classico caso del cane si morde la coda”. E tutto lascia pensare che , in realta’, le decisioni saranno sempre prorogate come il futuro degli Ept.

E’ il caso, pero’ , di dire che il Turismo Casertano non e’ la Reggia di Casertano e che annaspa nelle contraddizioni di una politica e di una burocrazia prive di programmazione strategica a discapito dei cittadini e dell’impresa privata.

Ci chiediamo: quale futuro per la nostra terra ?