CASERTA. OMICIDIO MARCO MONGILLO. ZAMPELLA CONDANNATO A 19 ANNI.

di MARIANNA PISANTE

CASERTA. Nel pomeriggio di ieri è arrivata la sentenza di primo grado per la morte di Marco Mongillo, il pizzaiolo ventenne ucciso l’estate scorsa da un colpo di pistola alla testa. L’unico imputato nel processo, l’amico 19enne Antonio Zampella, è stato condannato a 19 anni e 8 mesi di reclusione. L’indagato nel corso dell’interrogatorio di garanzia disse al gip: «Non volevo uccidere Marco, ci conoscevano da quando eravamo bambini. È stata una disgrazia. Pensavo che la pistola fosse scarica, l’avevo provata per gioco contro di me e non aveva fatto fuoco, mentre quando l’ho puntata contro Marco ha sparato. E io dopo per lo choc sono anche svenuto”.  IL pm Carlo Fucci, però, non aveva creduto all’ipotesi del colpo sparato per “gioco” ma aveva sostenuto la tesi dell’omicidio volontario. Il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Alessandra Grammatica, ha mostrato di essere sostanzialmente d’accordo con Fucci riconoscendo il “dolo eventuale” e smentendo la versione di Antonio Zampella. I genitori di Marco, segnati anche dal suicidio dell’altro figlio, si sono costituiti parte civile e il giudice ha concesso loro un risarcimento di 50mila euro a testa. I legali di Zampella hanno già annunciato ricorso in appello.