di GIOVANNA PAOLINO
Tutto pronto a Caserta per le primarie del Partito Democratico che si svolgeranno domenica 30 aprile 2017.
La Commissione Provinciale per il Congresso , presieduta da Francesco Di Nardo, ha costituito 3 seggi per il capoluogo di provincia che saranno operativi nei locali al piano terra della sede del Comune di Caserta.
Sembra che, invece, sia stata revocata dalle Autorità Ecclesiali la precedente location individuata per lo svolgimento delle operazioni elettorali, ovvero i locali della Parrocchia del Buon Pastore di Don Antonello Giannotti.
Questi i nomi dei Presidenti dei 3 seggi di Caserta designati dalla Commissione Provinciale : ANTONIO PALAIA , MARIA CANZANO e FRANCESCO FUNARO.
Da notare che nessuno dei tre Presidenti di seggio e’ vicino all’area del Sindaco Carlo Marino.
In provincia di Caserta sono 75 i seggi elettorali per le primarie Pd .
Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00.Possono votare i cittadini italiani che abbiano compiuto 16 anni e i cittadini dell’Unione Europea e di altri Paesi che dichiarino di ” riconoscersi nella proposta politica del partito democratico”.
Per i giovani tra i 16 e i 18 anni, per gli studenti e i lavoratori fuori sede, per i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia e per i cittadini di altri Paesi con permesso di soggiorno doveva essere obbligatorio registrarsi sul sito primariepd2017.it entro il 27 aprile 2017.
Per votare bisogna recarsi al seggio con un documento di identita’, con la tessera elettorale o con la registrazione online.
Per i non iscritti al Pd e’ previsto il versamento della quota di 2euro.
La possibilità di candidarsi a segretario del Partito Democratico è scaduta alle 18 dello scorso 6 marzo. Ciascun candidato può avere una o più liste collegate al suo nome e che sono state redatte entro il 10 aprile. Le riunioni di circolo per presentare le candidature, invece, si sono tenute dal 20 marzo al 2 aprile.
Il 7 maggio ci sarà la prima riunione dell’Assemblea nazionale in cui verrà eletto il segretario. Vincerà il candidato che, al primo turno, ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti: il 50% più uno. Nel caso in cui nessuno arrivi a questa soglia, il presidente dell’Assemblea indice, nella stessa seduta, il ballottaggio a scrutinio segreto tra i candidati che al primo turno hanno ottenuto la maggioranza dei voti. Sempre nella stessa occasione, viene scelta anche la nuova direzione nazionale, composta da 120 membri.
Il voto degli iscritti
A fine marzo si è svolto il primo voto nei circoli del Partito Democratico di tutta Italia. Alla consultazione potevano partecipare solo gli iscritti con diritto di voto. L’affluenza totale è stata del 59,15% cioè 266.370 persone sulle 405.000 iscritte. In questo caso, la maggioranza delle preferenze è andata a Matteo Renzi (66,73%), seguito da Orlando (25,26%) e da Emiliano (8,01%). Tutti e tre i candidati hanno quindi superato la soglia del 5% necessaria per poter accedere al voto del 30 aprile.
Perché si vota ora?
L’articolo 5 dello Statuto del Pd stabilisce che il Congresso e le primarie per eleggere il segretario si tengano allo scadere dei quattro anni stabiliti dalla carta fondamentale del partito. Ci sono però due casi in cui il Congresso può essere anticipato. Il primo è quello in cui l’Assemblea nazionale sfiduci il segretario. Il secondo è quello in cui è lo stesso segretario a scegliere di dimettersi prima della scadenza del mandato. Ed è proprio questo quello che si è verificato a febbraio, con le dimissioni di Matteo Renzi.
I precedenti
La prima volta in cui si tennero le primarie nel Pd fu nel 2007, come atto costituente per individuare un segretario nazionale e un’assemblea. Si votò il 14 ottobre e a vincere fu Walter Veltroni. Nel 2009, si tenne il congresso del Pd in base alle regole del nuovo statuto che stabiliva una prima fase di voto riservata agli iscritti, e poi quella aperta a tutti gli elettori. I candidati in quell’occasione furono Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. A diventare il nuovo segretario, fu Bersani. Nel 2013, invece, si sfidarono Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Matteo Renzi. E a vincere fu proprio l’ex sindaco di Firenze.
Nella foto Maria Canzano