Caserta. Scandalo sugli orari delle messe mai celebrate alla Chiesa di Sant’Agostino in via Mazzini

Lavori in corso ma non si sa di quale natura, la Curia tace e aspetta il lascia passare del Vescovo D'Alise

Fino a due anni fa la Parrocchia di Sant’Agostino (sita in via Mazzini a Caserta) che conserva ancora il culto di San Sebastiano era la più attiva tra le tante in Diocesi di Caserta. Dopo il cambio di guardia e l’insediamento del nuovo parroco don Vincenzo De Caprio, già curato della Cattedrale, le attività sono andate via via calando sempre più. Ad un certo punto, poi, la notizia della chiusura, forse momentanea, ha sconvolto molti in città. Dalla Diocesi spiegano che si tratta di semplici lavori, ma di cosa realmente siano non vogliono farne parola con nessuno.

Ecco che il mistero cala sulla secolare Chiesa cristiana settecentesca costruita sulle rovine di una preesistente. Molto vaghi sono infatti i parroci casertani sulla vicenda e assai curiose sono le informazioni divulgate sui canali ufficiali della Curia.
Nonostante la chiusura annunciata e confermata anche in queste ore, rimangono pubblici gli orari delle messe, che per di più compaiono aggiornati al giorno 7 ottobre e preannunciano funzioni religiose da questa data fino al 13 ottobre, ma in realtà niente è vero. Ieri, di fatto, alle ore 18:30, si sarebbe dovuta celebrare regolarmente messa, eppure niente di tutto questo è accaduto. Stando sempre ai programmi divulgati dovrebbe esserci un’altra funzione sabato 12 ottobre e poi domenica 13 dalla mattina alle ore 10:00, poi alle ore 11:30 e per finire alle ore 18:30. Lo stesso parroco sembra non saperne niente e allora cosa accade dietro le mura di quel “tempio”? E perché il Vescovo in settimana dovrebbe annunciare i motivi della chiusura?

Staremo a vedere cosa accadrà. Intanto rimangono forti dubbi intorno ai presunti lavori che starebbero avvenendo all’interno della Chiesa e di cui, per giunta, la Curia afferma di aver informato tutti i parrocchiani, nonostante buona parte di loro si sia rivolta al nostro giornale per far luce sul “mistero della Chiesa di largo San Sebastiano”.