di Ciro Guerriero
CASERTA -Blitz all’ospedale di Caserta. In manette Carmine Iovine, cugino del pentito Antonio Iovine, Marco Napolitano, Antonio Alterio, Nicola Buonafede, Pasquale Picazio, Michele Tarabuso amministratore unico della DES S.r.l., Frank Maximilien Eusepi, dirigente della società «Servizi ospedalieri» e Domenico Ferraiuolo. Le indagini sono state eseguite dalla Dia, ma la procura inquirente è quella di Santa Maria Capua Vetere. È stato accertato infatti, che
Iovine faceva i suoi interessi personali e non quello del clan. Dirottava appalti per i servizi banditi per l’azienda ospedaliera. Dalla gestione della sala mortuaria e delle cartelle cliniche al prelievo e allo smaltimento dei rifiuti speciali, dalla manutenzione edile alla lavanderia, dalla pulizia degli ambienti fino alla ristorazione e alla mensa,riuscendo ad influenzare anche i controlli che avrebbero dovuto tenersi periodicamente per verificare il corretto operato delle ditte che lavoravano per l’ospedale. La gestione di Iovine ha «danneggiato l’azienda ospedaliera», scrive il gip nelle sue valutazioni: «Non aveva a cura l’interesse dei pazienti». «Intercettazioni che lasciano turbati come quando si parla della sporcizia presente in sala di rianimazione», così il procuratore Maria Antonietta Troncone nel corso della conferenza stampa ha sottolineato la «gravità delle condotte di Carmine Iovine che occultava il pessimo servizio reso dalle ditte favorite».
Non viene contestata l’aggravante del metodo mafioso. Carmine Iovine è il cugino dell’ex capoclan ma – scrive il gip Federica Villano – «ha agito nel suo personale interesse, non per quello dei Casalesi».