CASERTA- TUORO . IL SORGERE DI NUOVE PISCINE COMUNALI, LE PROFONDE BUCHE NELL’ASFALTO : DEGRADO E INCURIA NELL’ANTICO BORGO

di Alessandro Fedele

CASERTA – Solo 48 ore dalla vicenda parcheggio in Piazza Suppa per sfruttare i 18Milioni di euro stanziati e   cittadini dell’antico borgo  denunciano la presenza evidente ed invadente delle “prime piscine pubbliche” accessibili con o senza i costumi da bagno, in certi casi ci si può accedere con tutta la casa o la macchina, almeno così le nonne non dovranno faticare per raggiungere una vasca d’acqua.

Mettendo da parte l’ironia e ritornando così a fare i seri, le piscine non sono altro che fossi nell’asfalto grandi quanto un canyon.  A denunciarne il fatto sono sempre i cittadini dai loro social network, dove non esitano a far conoscere la loro opinione e indignazione. Recentemente la giunta Marino ha annunciato l’arrivo di un fondo per il rifacimento strade onde evitare la realizzazione di una città sotterranea ispirata ad una seconda Atlantide. Le periferie sono sicuramente le zone più devastate da tubature rotte, asfalto sfondato e tanti altri problemi che chi vi scrive – perdonando l’autocitazione – si rifiuta di elencare siccome  profondamente deluso  dal modus operandi di passate e recenti amministrazioni. Al momento però non dovrebbe esistere motivo di lamentela all’attuale giunta che prima dello scadere del mandato non può farci un resoconto dell’operato svolto in toto.

Volendo ritornare sui recenti passi dell’opinione pubblica, notiamo che sempre a Tuoro, frazione tra le più attive del Comune, la cittadinanza denuncia sia Via Pigna che Piazza Suppa per quanto sono deturpate dai vandali e dall’incuria. Non dimentichiamo però che una condizione di vita più propositiva alla civiltà sicuramente non induce alla delinquenza. Si fa perciò nota ai signori boss della criminalità, lì dove esistono, che la cultura e la civiltà sono due elementi fondamentali per poterli distruggere e in oltre esisteranno sempre persone pronte a farsi avanti pur di difendere la propria terra.