di GIOVANNA PAOLINO
Caserta. Biodigestore in località Ponteselice : una storia infinita che viene da lontano e nella quale la Politica, casertana e non solo, cerca di riannodare, chi da un verso e chi dall’altro , le proprie fila.
Resta il fatto che questa battaglia per l’ ambiente , in questo preciso momento storico, si prospetta come una vera e propria crociata contro l’amministrazione guidata dal Sindaco Carlo Marino.
Nella giornata del 27 aprile 2017, si e’ tenuta una conferenza stampa organizzata dal Movimento Speranza per Caserta alla quale hanno partecipato, fra gli altri, anche i Sindaci di San Nicola La Strada, Vito Marotta, e di Casagiove, Roberto Corsale , entrambi con la casacca Pd , il Dirigente Pd – Lab Dem Carlo Scatozza , il Coordinatore Provinciale Verdi Edgardo Ursomando, ed esponenti di numerose associazioni cittadine ed ambientaliste. Non si dimentichi che anche il Pd di Recale e’ pronto a lottare contro la decisione del Comune di Caserta di istallare il biodigestore in località Ponteselice, cosi’ come gli esponenti della Mozione Emiliano, tra i quali Carlo Corvino e Mariana Funaro.
Al termine dei lavori si è costituito il Comitato contrario all’Insediamento del Biodigestore a Ponteselice.
Ma procediamo con ordine,
Mentre i Consiglieri Comunali di Speranza per Caserta , ovvero Norma Naim , Francesco Apperti ed Antonello Fabbrocile annunciano una mobilitazione popolare contro il biodigestore , oltre che una agguerrita battaglia in Consiglio Comunale, il resto della Politica casertana si sta attivando per coinvolgere la Regione Campania nella risoluzione del delicato problema.
Sul punto, infatti, sono state mobilitate le Commissioni Regionali competenti per riferire al Consiglio e alla Giunta questa problematica ambientale legata alla città di Caserta e alla sua conurbazione.
La delegazione del Coordinamento Provinciale dei Verdi, guidata da Edgardo Ursomando, il 3 maggio 2017, sarà ricevuta in Regione per una audizione con la Commissione Terra dei Fuochi presieduta dall’Onorevole Gianpiero Zinzi.
A seguire , il giorno 5 maggio 2017, una delegazione del Pd, guidata dai Sindaci Vito Marotta e Roberto Corsale, sara’ ascoltata dalla Commissione Ambiente presieduta dall’Onorevole Gennaro Oliviero.
E’ chiaro , dunque, che la Politica casertana sulla questione attende risposte concrete dal Presidente De Luca .
Tuttavia, non si placano le polemiche nate in seguito alla decisione di installare il biodigestore a Ponteselice, polemiche che hanno come obiettivo proprio il Sindaco di Caserta , Carlo Marino, al quale , oltre a contestare la decisione adottata al riguardo, si contesta un comportamento politico e contraddittorio.
” Il primo punto da chiarire – afferma Edgardo Ursomando – è quello di conoscere e comprendere le reali intenzioni di questa amministrazione comunale”.
Al focus i fatti precedenti alla decisione di istallare il biodigestore a Ponteselice.
Nell’ottobre 2013 l’ex sindaco Pio Del Gaudio con una delibera di giunta indicò Ponteselice come località idonea per realizzare un impianto di trattamento rifiuti. Carlo Marino, allora consigliere di opposizione, contrasto’ in questa decisione modo radicale mostrando forte dissenso rispetto a quanto stabilito dall’amministrazione di centro-destra.
Queste le sue parole:
“L’impiantistica da rifiuti è roba seria, e la città non può ritenersi sufficientemente informata dal solito comunicato stampa diramato dal palazzo di città – dichiarò l’allora consigliere Marino- Non si tratta di un’opposizione pregiudiziale. Nel mio programma elettorale dicevo sì all’impiantistica come strumento per una corretta chiusura del ciclo di smaltimento e recupero dei rifiuti, a avevo anche sottolineato che ciò doveva avvenire in zone della città in cui l’impatto sarebbe stato sostenibile. La scelta infelice dell’amministrazione è caduta invece in una zona che oltre ad essere praticamente davanti la Reggia ricade anche in una zona ad alta densità abitativa”.
In altri termini, Carlo Marino , pur mostrandosi favorevole alla tipologia dell’ impianto destinato al trattamento dei rifiuti, contestava alla giunta Del Gaudio una inappropriata scelta sulla localizzazione del biodigestore.
” Vorremmo comprendere -spiega Edgardo Ursomando – chi e cosa ha indotto il nostro Sindaco a cambiare idea”.
La decisione di localizzare il biodigestore a Ponteselice viene fortemente criticata oggi, cosi’ come lo era dal Consigliere Comunale di opposizione Carlo Marino nel 2013 , per ragioni di impatto poco sostenibile : l’impianto procurerebbe emissioni maleodoranti in una zona, nella quale non solo vi e’ una elevata densità di popolazione, ma che è contigua alla Reggi di Caserta.
“ Come per lo Uttaro, dove eravamo fortemente convinti dell’inopportunità della scelta per allocazione di un eventuale impianto di trattamento dei rifiuti, anche per Ponteselice ribadiamo con forza la nostra contrarietà – afferma Edgardo Ursomando – . È una storia che ciclicamente si ripete, stranamente cambiano gli attori ma il canovaccio è uguale”.
I Verdi si chiedono come mai , in questa situazione, il Direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, non esprime la propria posizione anche perché l’impatto ambientale negativo del biodigestore andrebbe a ripercuotersi anche sul monumento borbonico.
” Riteniamo – continua Edgardo Ursomando – che sia fondamentale ascoltare l’opinione del Direttore Felicori , il quale , stranamente, fino ad ora non è intervenuto nella questione e che dalla presenza del biodogestore a Ponteselice potrebbe vedere fortemente compromesso l’eccellente lavoro di rilancio del sito vanvitelliano. Il suo silenzio in questa vicenda e’ imbarazzante”.
Sul punto i Verdi hanno chiesto anche a Pio Del Gaudio, ex Sindaco di Caserta, di spiegare le ragioni che lo portarono prima a proporre la istallazione del biodigestore in quel di Ponteselice e , poi, a ritirare questo progetto.
Negli anni della giunta Petteruti, Pio Del Gaudio , Consigliere Comunale di opposizione, aveva contestato in modo categorico la allocazione di un biodigestore nella località di Saiano nei pressi del borgo di Casertavecchia. L’ impianto, fortemente voluto dal potente Assessore Luigi Del Rosso, alla fine non fu realizzato anche per problemi di natura idrogeologica.
Durante l’amministrazione Del Gaudio la Regione si prospetto’ nuovamente l’ipotesi della realizzazione di un impianto biogestore nell’ area Lo Uttaro. All’epoca l’ impianto era considerato fondamentale per la gestione dei rifiuti . Successivamente , tuttavia, anche questo progetto , di concerto fra i Sindaci di Caserta, di San Marco Evangelista e di San Nicola La Strada, fu archiviato dopo che la Sogesid accerto’ che la sua realizzazione andava ad inquinare le falde acquifere.
La realizzazione di un impianto biodigestore resta in ogni caso fondamentale per il Comune di Caserta : esso consente all’ ente lo smaltimento dei rifiuti in modo autonomo abbattendo in modo notevole i costi .
All’epoca il Sindaco Del Gaudio affido’ alla SUN un lavoro di ricerca che consentisse anche di individuare un’area per la realizzazione dell’impianto. Fu proprio la Regione ad indicare Ponteselice come area nella quale istallare il biodigestore.
Allo stato emerge , tuttavia, che il Comune di Caserta non ha aree libere in località Ponteselice . Al massimo si potrebbero utilizzare gli spazi dismessi dalla ex Firema.
A far desistere il Sindaco Del Gaudio dal suo progetto furono proprio le argomentazioni che adesso si contestano al Sindaco Carlo Marino : l’ area di Ponteselice e’ piu’ urbanizzata della zona Lo Uttaro ed e’ molto vicina alla Reggia di Caserta, ovvero in linea d’aria circa 600 metri.
Dinanzi a queste osservazioni Pio Del Gaudio, che all’epoca combatteva una guerra ad oltranza contro il Soprintendente David, per la riqualificazione della Reggia di Caserta, ritenne opportuno ritirare la sua proposta che non fu mai realizzata .