IN CITTA’, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO. NELLA RETE DEI CARABINIERI DI RIONERO SANNITA(Is), QUATTRO PREGIUDICATI NAPOLETANI. PER LORO, SCATTA UN PROVVEDIMENTO DI ALLONTANAMENTO DAL TERRITORIO COMUNALE DEL CENTRO ‘PENTRO’

di Daniele Palazzo

NAPOLI-E’ una dura battaglia quella che vede contrapposti, da un lato, le Forze dell’Ordine, dall’altro i tantissimi lestofanti che, giornalmente, attentano al patrimonio altrui. Ne sanno qualcosa le Forze di Polizia a cui sono deputati il controllo e la sicurezza del territorio, specialmente i Carabinieri e la Polizia di Stato operanti nelle province campane di Caserta, Avellino, Benevento e Salerno e nei territori del Basso Lazio e della regione Molise, che, nonostante infliggano continue e severe sanzioni ai tantissimi lestofanti di Napoli e provincia che, praticamente ogni giorno, incuranti delle “mazzate” che ricevono, si riversano nei territori indicati, con la prosopopea di farla franca. E, invece no. Per uno che vi riesce, cento ne pagano le conseguenze.

Esattamente come il poker di pregiudicati partenopei che, sorpresi a girovagare, in auto e con fare decisamente sospetto, nei pressi di abitazioni isolate, della periferia di Rionero Sannita(Isernia), sono stati bloccati e condotti in Caserma ad opera dei Carabinieri della locale Stazione, dove, interrogati a dovere, i quattro probabili ladri, tutti censiti per reati contro il patrimonio e per ricettazione, non hanno voluto o potuto giustificare la loro presenza in città. Di quì, l’immediata emissione, contro di loro, di un provvedimento di allontanamento(F.V.O.), immediato e per i prossimi tre anni, dal tenimento del comune “pentro”.

Con la speranza che “l’uno a zero e palla al centro”, rimediato, ad opera dei militari molisani, serva ai “furbetti” partenopei recatisi in avanscoperta criminale in provincia di Isernia, per ravvedersi e cambiare “mestiere”. Infatti, nella vita è davvero molto brutto andare “a ret a ret comm’o funar”, mentre gli altri progrediscono, dimostrando di essere di gran lunga più intelligenti ed utili di loro all’edificazione del bene comune. Questa gente, sappia, però, che, se scegliesse d continuare a vivere in maniera parassitesca e di distruzione e disonesto accaparramento indebito di quanto i loro simili realizzano di buono, nel loro futuro, “nun c’è bisogn r’a zengher”, per prevedere un destino poco edificate e, insomma, dietro le sbarre xi un carcere.