COMITATO CITTADINO “SAN NICOLA LA STRADA CITTA’ PARTECIPATA” CHI SI FERMA E’ PERDUTO IL “PLAUTO” DOCET

E’ dal lontano 2012 che stiamo battagliando per cercare di avere una cittadina a dimensione d’uomo e per convincere innanzitutto gli abitanti di questo benedetto paese che bisogna muoversi per cercare di avere un minimo di vivibilità e soprattutto l’ascolto da parte di chi ha le redini del municipium. E deve essere un’attenzione costante e continua altrimenti si rischia di perdere la cosiddetta “priorità acquisita”.

Da tempo sistematicamente stiamo chiedendo, non solo all’attuale consesso comunale, ma anche al precedente, notizie su fatti eclatanti della nostra vita cittadina che, se risolti, potrebbero veramente cambiare lo stile di vita di questa nostra comunità ormai martoriata da due anni di commissariamento. La petulante vedova evangelica che chiedeva al giudice di essere esaudita, grazie alla sua costanza, alla fine viene accontentata.

Allo stesso modo , anche noi del comitato cittadino, non ci stancheremo di chiedere come finirà la storia del Teatro Plauto, l’enigma della piscina comunale, la rocambolesca vicenda dei ricavi della raccolta differenziata, la normativa sugli spazi verdi pubblici gestiti da privati, la situazione dei pagamenti pregressi degli oneri di urbanizzazione, la sistemazione degli impianti sportivi esistenti, la situazione del verde pubblico e semipubblico che in questi ultimi tempi è giunta al collasso , tanto da creare vere e proprie foreste nel centro abitato con relativa prolificazione di insetti ed animali di ogni genere.

Non parliamo poi delle strade ridotte a gruviere con fossi assassini e rappezzi compiuti da mani decisamente inesperte. E poi, soprattutto, la mancanza di dialogo tra cittadini ed istituzioni, dialogo che un tempo sembrava avviato ma che in realtà si è arenato quasi subito senza alcun motivo plausibile.

Ma qualcuno si chiederà: perchè insistiamo su questi argomenti? E’ chiaro, perché – secondo noi – dalla loro risoluzione anche parziale potrebbe venire un “sollievo” per le casse comunali in questo momento di commissariamento, aggravato non solo dal deficit accertato e non ma anche dal costo vivo dello stesso commissariamento.

Ma a questo punto, chiediamoci: perché non riceviamo risposte dagli organi preposti alla gestione della cosa pubblica? Quali sono i motivi che ostano al dialogo democratico? Forse è proprio questo il problema più grave che ci assilla in questo momento.

La qualità della vita si misura anche da questo e soprattutto dal dialogo che dovrebbe sempre esserci. Questo veramente fa male e crea un abisso tra istituzioni e cittadini ed un esempio si è visto l’altro sabato con il grosso flop della manifestazione contro il biodigestore a cui hanno partecipato veramente pochissime persone e pochissime associazioni. Ci si chiede il perché di questo flop. Ma è sottinteso chiaramente.

Ora c’è un altro appuntamento importante quello del PUC ma sinceramente visto come sono state gestite le precedenti richieste abbiamo la convinzione che anche per questo si eviterà di avvalersi del parere delle associazioni di volontariato della zona e si lascerà il tutto nel silenzio.

In proposito però lanciamo un monito, ossia quello di stabilire regole chiare e prive di qualsiasi interpretazione soggettiva che potrebbero dare adito a scantonamenti ed a giudizi arbitrari. Ma questo silenzio da parte dell’amministrazione credo che faccia riflettere non solo noi cittadini ma sottosotto anche i gestori attuali della res comunale.

Ogni tanto c’è un sussulto. Si abbozzano dei provvedimenti (per esempio contro i lavavetri ai semafori e le “lucciole” serali. Ma se non c’è il controllo e la forza di far rispettare i provvedimenti presi, i lavavetri sono lì e le lucciole pure e ci rimarranno.

E la gente giustamente medita sull’efficienza di questo governo e si allontana sempre più dalle istituzioni ed anche dall’impegno personale. In qualsiasi attività c’è un momento di riflessione dove l’uomo è solo con se stesso e dove le bugie non contano.

E lì bisognerebbe riflettere su ciò che si sta facendo e ciò che non si sta facendo. Certamente non fa piacere sentire queste parole a chi nel silenzio di se stesso sa come stanno realmente le cose, ma chiediamoci pure come deve stare chi ha creduto realmente che certe realtà potevano essere almeno rese note ed invece si trova davanti ad un muro di…… silenzio.

Noi del Comitato, comunque, non ci fermiamo e continueremo a chiedere spiegazioni su presunti sbagli di chi ha gestito in passato la cosa pubblica a cui, con il silenzio attuale, si aggiunge la corresponsabilità degli attuali amministratori.

Sì! Corresponsabilità che nasce da questa forma di omertà, venuta fuori in tutta la sua gravità e tutta la sua platealità proprio perché non prevista lontanamente.Richiamiamo, pertanto, i nostri amministratori a riallacciare il dialogo intrapreso in precedenza. Insieme si vince, altrimenti si vivrà una breve meteora temporale e poi si ricadrà nel buio più assoluto.

La Segreteria del Comitato