CONFERENZA ALLA CGIL DI CASERTA, LA MANIFESTAZIONE E’ PER I TAGLI E LA POLITICA DEL GOVERNO CONTRO IL MEZZOGIORNO

Manifestazione a Roma delle sigle sindacali italiane

di Gianclaudio De Zottis

Caserta – conferenza stampa per la manifestazione che si terra’ a Roma il prossimo 9 febbraio che partira’ da piazza del Popolo, con la presenza dei segretari generali delle sigle sindacali CGIL CISL e UIL, Matteo Coppola, Giovanni Letizia ed Antonio Farinari.

Apre il dibattito M. Coppola, “le motivazioni della manifestazione del 9 febbraio sono molteplici, abbiamo messo in moto un gran dispiegamento di quadri,da Caserta partiranno una serie di autobus delle sigle sindacali CGIL CISL e UIL. Caserta ed altri terriroi avevano degli obiettivi, noi siamo ben oltre, da piazza del Popolo e Piazza San Giovanni, con l’approvazione della legge di bilancio abbiamo avuto delle penalizzazioni, abbiamo registrato sempre più problemi al nostro sistema produttivo, tagli degli investimenti nell’industria, non c’è una politica per il mezzogiorno, anzi siamo di fronte ad una riduzione delle risorse per il sud, negli investimenti nel welfare, nella sanità e nelle politiche sociali.

Dall’incontro che abbiamo con l’onorevole Di Maio per la questione del bacino di crisi del Volturno che non sto qui a spiegare, da quello che doveva essere il rilancio della zona provinciale di Caserta si è passsati alla registrazione di disastri, nella manovra mancano risorse per il lavoro. Gli interventi in Campania sono caratterizzati dai tagli con chiusura degli Ospedali, anche il reddito di cittadinanza andrebbe a smuovere i centri dell’impiego ma di fatto potrebbe portare altre migrazioni da parte di coloro che abitano al sud”.

Prosegue l’incontro Giovanni Letizia cosi’, “abbiamo una pubblica amministrazione lenta e ferma, non ci piace l’idea di un paese che si divide con un aumento del divario tranord e sud, ci sono tante ragioni per questa manifestazione che vuole tentare di parlare con il governo’.

Chiude l’incontro Antonio Farinari con queste dichiarazioni: “Il nostro paese  non cresce, abbiamo una finanziaria basata sul debito, la situazione è ferma si chiedono sacrifici soprattuto al pubblico con un’ Italia ferma che non investe nel futuro anche per coloro che lavorano, il 95% dell’Irpef viene dal lavoro e dalle pensioni“.