CONSIGLIO COMUNALE DI CASERTA. DEBITI FUORI BILANCIO : IL VOTO FAVOREVOLE DELLA MAGGIORANZA PER SALVARE LA SUA STESSA SOPRAVVIVENZA

di GIOVANNA PAOLINO

CASERTA. Il Consiglio Comunale di ieri 28 dicembre 2016 ha approvato i  quattro debiti fuori bilancio previsti per l’anno 2016: sistemazione aggio spettante alla Publiservizi su riscossione tributi anno precedente- riconoscimento legittimita’ dei debiti fuori bilancio – partecipazione al corso di aggiornamento ” La gestione strategica dei finanziamenti comunitari “- restituzione Reddito Minimo di Inserimento al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale di cui al Decreto Legislativo 237/1998.

La votazione favorevole e’  avvenuta all’unanimita’ della maggioranza, mentre l’opposizione si e’ astenuta.

Nel corso del suo discorso , degno di un generale alle truppe sbandate, il Sindaco Carlo Marino ha annunciato  di avere proceduto a denunciare alla Procura della Repubblica della Corte dei Conti il dissolvimento del finanziamento concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il reddito minimo di inserimento di cui al Decreto Legislativo 237/1998.

 

In altri termini, il Comune di Caserta deve restituire la somma di circa 2,5milioni il cui saldo prevede nel piano di rientro nei confronti del Ministero 30 rate ciascuna da 90mila euro.

Eppure questa somma si e’ letteralmente dileguata : non si comprende a chi sono stati assegnati questi soldi e se davvero ne hanno beneficiato le famiglie con reddito minimo.

La Magistratura, dunque, interverra’ per accertare le ragioni di questo ammanco che , comunque , il Comune di Caserta deve restituire e vi saranno sanzioni anche penali per coloro che hanno provocato tale  enorme danno erariale, politici e dirigenti del Comune di Caserta.

Il voto dei Consiglieri Comunali  e’ stato , comunque , un voto politico finalizzato ad impedire lo scioglimento del Consiglio.

Nel corso della mattinata si sono alternati interventi della maggioranza e della opposizione che hanno messo in luce la  grave situazione finanziaria del Comune di Caserta amministrato  per molti anni da una classe politica eticamente  inadeguata.

E’ stato un rimbalzare di accuse fra i Consiglieri gia’ presenti nella precedente amministrazione e quelli, invece, eletti per la prima volta nella attuale consiliatura.

Un Consiglio Comunale, quello di ieri, che ha messo in luce come la Politica di Palazzo Castropignano sia dissociata dalla amministrazione dei Dirigenti del Comune, come , a tutt’oggi, l’attivita’ della giunta sia stata slegata da quella del Consiglio, come la Pubblica Amministrazione dell’ente sia solo un contenitore vuoto senza alcuna tracciabilita’ di legalita’.

Addirittura e’ stata accolta la richiesta  di  istituzione di una Commissione Speciale, formulata dal Consigliere Andrea Boccagna, che esamini e verifichi altri casi di ” schizofrenia amministrativa” come quelli del debito fuori bilancio relativo al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ovviamente per porre un riparo ad altri danni erariali provocati da  gestioni incaute e affaristiche  della cosa pubblica casertana.

Come dire : chi ha rubato la marmellata ? In fondo tutti sanno la verita’ . In fondo sono tutti colpevoli e ci riferiamo a quelli che erano li’ quando avvenivano questi fatti  su cui ora la Magistratura andra’ ad indagare.

Non e’ una consiliatura semplice quella guidata da Carlo Marino. La sua maggioranza e’ divisa e, soprattutto,  i consiglieri del Pd , partito del Sindaco, non si sentono rappresentati dal Primo Cittadino.

Antonio Ciontoli, ad esempio, non si e’ presentato al Consiglio Comunale e sembra che si trovi in una fase di embargo con il Sindaco e con il Pd : e’ dissidente ma non si rende indipendente dal partito.

Sempre  il Consigliere Andrea Boccagna ha apertamente  espresso, durante il suo intervento, una piu’ o meno profonda delusione per il comportamento del Sindaco nei confronti degli esponenti del Pd .

E mentre il Sindaco invita alla riconciliazione la maggioranza e’ gestita da Obiettivo COmune di Mimmo Guido e dalla Confederazione fra Psi, Verdi e Terra Libera  costituita fra gli altri da Emiliano Casale e Dora Esposito, i quali ora sostengono il Sindaco in attesa di un assessorato che dovrebbe arrivare il prossimo mese di gennaio. Il Pd , invece, rimane in panchina e sbotta. Vi potrebbe essere la minaccia di una sfiducia all’amministrazione che partirebbe proprio dalla maggioranza.

Al punto che Carlo Marino, nel suo discorso, piu’ volte non ha escluso che la consiliatura attuale non possa cessare anticipatamente.

Nell’opposizione, invece, Enzo Bove di Citta’ Futura ha svolto , durante il Consiglio , il ruolo di  vero e proprio leader considerato che , oltre alle  sue due interpellanze , egli era cofirmatario anche di quelle discusse da Stefano Mariano – Fratelli d’Italia – e da Emilianna Credentino – Caserta nel Cuore -.

Ma non bisogna trascurare la posizione che Massimiliano Marzo potrebbe assumere all’interno del Consiglio Comunale  qualora riuscisse a d imporre la propria leadership nell’Udc.

Il Consigliere Domenico Maietta – Democratici per Caserta- ha affermato che ieri il Consiglio Comunale ha dato una grande lezione di ” civilta’ democratica” attraverso una discussione costruttiva  che ha visto i vari schieramenti politici uniti nel difendere la sovranta’ popolare.

Noi diciamo che ieri il Consiglio Comunale ha voluto  garantire la sua stessa sopravvivenza  in attesa che gli equilibri e le strategie politiche fra il Sindaco e i vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, si definiscano in modo netto attraverso il conferimento di incarichi o cariche.

E se malauguratamente il Sindaco non riuscisse ad assecondare le varie aspettative dei consiglieri, non si esclude la revoca della fiducia.

Insomma , un film gia’ visto sempre con gli stessi attori.

A chi importa davvero che il fondo dei Servizi Sociali e’ scomparso ? In fondo, la sola causa per cui un Consiglio Comunale puo’ saltare e’ la mancata concessione di una poltrona .

I finanziamenti per i Servizi Sociali sono altra cosa: appartengono a chi se appropria per primo.