DAI FILLER AL BOTULINO È BOOM DEGLI INIETTABILI, MA LA SICUREZZA RESTA LA PRIORITÀ

99° Congresso nazionale SIDeMaST (Rimini, 21-24 aprile)

I DERMATOLOGI SIDEMAST: “FORMAZIONE E DIAGNOSTICA NON INVASIVA STRUMENTI CHIAVE PER PREVENIRE LE COMPLICANZE”

Aumenta il ricorso ai trattamenti iniettabili in dermatologia, dai filler alla tossina botulinica, utilizzati non solo per finalità estetiche ma anche per il trattamento di esiti cicatriziali.

Al 99° Congresso SIDeMaST centrale è il tema della sicurezza, con focus su prevenzione delle complicanze e nuove tecnologie come ecografia cutanea e iniezioni ecoguidate.

Gli specialisti ribadiscono il ruolo decisivo della formazione e della competenza clinica per garantire appropriatezza e tutela del paziente

Sempre più richiesti, sempre più diffusi. I trattamenti iniettabili – dai filler alla tossina botulinica – sono oggi tra le procedure cosmetologiche più praticate in dermatologia. Non solo per il ringiovanimento, ma anche per migliorare esiti cicatriziali con tecniche minimamente invasive. Un successo che porta con sé una sfida chiara: garantire la massima sicurezza per i pazienti. Come ogni atto medico, anche i trattamenti iniettabili possono comportare complicanze, soprattutto se eseguiti senza adeguata valutazione clinica o da personale non sufficientemente formato.

È questo il focus del 99° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse organizzato a Rimini dal 21 al 24 aprile, che vede i dermatologi italiani e internazionali a confronto su prevenzione delle complicanze e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla diagnostica non invasiva. “Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici – afferma il Prof Nicola Zerbinati, Ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e membro del consiglio direttivo della SIDeMaST – e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze”.

I numeri. Ogni anno viene eseguito un numero di procedure con iniettabili estremamente elevato. Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili – in particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio – superano complessivamente le 760 mila procedure. Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita molto marcata: la tossina botulinica passa da 194.335 a 316.385 trattamenti (+62,8%), mentre i filler a base di acido ialuronico crescono da 190.606 a 430.598 procedure (+125,9%), confermandosi come il segmento più dinamico.

Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 procedure sono quasi raddoppiate. (1)

Le possibili complicanze dei trattamenti iniettabili. Le complicanze sono complessivamente rare e nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (come edema ed ecchimosi) in particolare per la tossina botulinica, per la quale numerosi studi documentano un’incidenza bassa di eventi avversi. Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler; le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe (come le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose), con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità. (2-4)

Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica.

Ecografia cutanea: da supporto a strumento strategico. Tra le innovazioni al centro del Congresso Nazionale SIDeMaST, l’ecografia cutanea si conferma infatti sempre più protagonista. Uno strumento fondamentale non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati, come la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità. (5-6).

“Le nuove tecnologie – aggiunge il Prof. Nicola Zerbinati – permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati”.

Iniezioni ecoguidate: più precisione, meno rischi. Una delle innovazioni più promettenti è rappresentata dalle iniezioni ecoguidate, che consentono di eseguire il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche. Un approccio che migliora la precisione permette di evitare aree sensibili e può contribuire a ridurre il rischio di complicanze. (5-6)

“L’ecografia non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli – spiega la Prof.ssa Stefania Guida, Professore Associato di Dermatologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e membro del Direttivo SIDeMaST –. Le iniezioni ecoguidate rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni per aumentare la sicurezza delle procedure. L’utilizzo di queste tecniche richiede però competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica durante le procedure stesse”.

Tecnologia sì, ma al centro resta il medico. Nonostante i progressi tecnologici resta un punto fermo: la sicurezza dei trattamenti iniettabili è strettamente legata alla competenza del medico. “La tecnologia è un supporto prezioso, ma non sostituisce la formazione e l’esperienza clinica – concludono il Prof Zerbinati e la Prof. Guida – per questo è fondamentale che i trattamenti iniettabili vengano eseguiti da medici adeguatamente formati”.

Da qui l’impegno di SIDeMaST nel promuovere formazione continua e aggiornamento in dermatologia estetica, per garantire pratiche sempre più sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche.