Disturbi del Comportamento Alimentare, non solo parole

L’Oratorio S. Antimo di Recale ospita un’iniziativa sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare

L’Oratorio S. Antimo di Recale ieri, martedì 10 luglio dalle ore 21.00, ha ospitato per la prima volta un’importante iniziativa con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Sull’argomento siamo tutti preparati, tutti abbiamo almeno una volta sentito parlare di anoressia, bulimia, o letto qualche nozione diffusa su internet credendo di avere una visione globale del tema, ma le parole non bastano.

All’incontro ha preso parte un pubblico eterogeneo, a partire da bambini fino ad adulti, i quali si sono resi conto di come in realtà sappiano ben poco sull’argomento.
Sono intervenuti Emanuele Tiretti, autore del libro “Ofelia in the dog days. I disturbi alimentari da Shakespeare alla vita reale”, Denise Sorvillo, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-costruttiva, e Rita, la madre di Maria Paola Rauso, una ragazza scomparsa nel 2013. Hanno affrontato la problematica dei DCA, Disturbi del Comportamento Alimentare, da vari punti di vista, chi attraverso il racconto di esperienze indirette, chi di esperienze dirette, ma da entrambi i casi è emerso come questa malattia, perché tale deve essere riconosciuta, non è da sottovalutare. Oggi solo in Italia sono tre milioni le persone che convivono con i disturbi del comportamento alimentare, e col passare degli anni vengono trascinati in questo baratro sia i più piccoli, anche bambini al di sotto dei dieci anni, sia gli adulti.

“Forse è vero che le parole valgono poco, ma a volte, anche quelle che possono sembrare superflue o già dette o banali, magari vanno ripetute”, sostiene Emanuele Tirelli nel suo libro.

“Quali sono i segnali di questa malattia? Come capire quando si può intervenire in aiuto dell’altra persona?”: queste sono state alcune delle domande poste dal pubblico, ma la verità è che non c’è una risposta universalmente valida. Dai DCA non ci si salva mai, ti accompagnano per tutta la vita, anche dopo aver superato la malattia, il ricordo ti accompagna ogni volta che ti troverai a tu per tu con il cibo, ma è nostro dovere civile e morale, anche con un semplice sorriso, una piccola attenzione, aiutare il prossimo.

La famiglia Rauso ha dato un contributo dando vita all’Associazione di volontariato “EMMEPI4EVER”, che da alcuni anni
promuove progetti di sensibilizzazione e prevenzione sui DCA presso le
agenzie educative del territorio.

A cura di Francesca Cicala