Elezioni coordinatore del Consiglio di distretto Ente idrico Caserta: il Coordinamento piantona il Palazzo della Provincia

Ieri 22 maggio alle 14 fuori la sede della Provincia di Caserta il Coordinamento acqua bene comune Caserta e Provincia ha presidiato la celebrazione di un’altra rituale e deplorevole contesa di lottizzazione di posizioni di vertice all’interno di una istituzione da parte dei partiti. Nel Palazzo si svolgevano le elezioni del nuovo coordinatore del Consiglio di distretto dell’Ente idrico provinciale. Il Consiglio di Distretto, secondo la L.R. 15/2015, e’ composto da ventisei membri eletti tra i sindaci dei Comuni dell’ambito del distretto (tutta la provincia casertana) o loro designati. Dimissionario il sindaco di San Marcellino e presidente provinciale Anacleto Colombiano, partecipante comunque alla votazione come consigliere, si è passati ad eleggere un nuovo coordinatore.

Il Coordinamento si è reso visibile ai partecipanti che arrivavano per assolvere il mandato non dei cittadini, anche se sindaci o loro delegati, ma per rispondere con il “giusto voto” al loro referente politico da cui avevano ricevuto le “istruzioni per l’uso”  dell’organismo istituzionale. Mentre nel 2024 il coordinatore uscente Anacleto Colombiano non trovò sfidanti perché la lista che lo sosteneva era a matrice zanniniana (Lega e FdI si tirarono fuori) e il centrosinistra si fece totalmente in disparte, questa volta, causa il quadro regionale cambiato, il centrosinistra ha fatto lo sforzo di sostenere Consiglia Caterino, candidata alle elezioni regionali della Campania nella lista civica “A Testa Alta”, sfidante del sindaco di Vairano Patenora Stanislao Supino, praticamente un duplicato di Colombiano quale terminale degli stessi referenti del centrodestra.

13 voti Supino, 10 Caterino. In perfetta continuità col passato,  il nuovo coordinatore avrà di nuovo solo il nome. Il Coordinamento prende atto, dopo il presidio partecipato e vivace degli attivisti che hanno atteso gli esiti della votazione dopo che una delegazione aveva assistito alla votazione nel clima “rovente” della sala consiliare, che la colonizzazione spietata di posizioni di vertice votate a indirizzi strategici rimane una costante. Nonostante non abbia assolto nessuno dei compiti a cui era chiamato dalla normativa regionale ( tra tutti nessun piano economico finanziario nè l’approvazione di un Piano d’ambito credibile – come la stessa Autorità garante aveva sostenuto motivando perfino un suo ricorso al Tar contro le delibere del Consiglio), il Consiglio di distretto viene reso ostaggio della stessa congrega politica che ha consentito un sistema feudale di governance del servizio idrico in Terra di Lavoro, ipotecandone anche la possibilità di accesso a somme importanti di finanziamento per il rinnovamento delle infrastrutture.

Il Coordinamento continuerà a chiedere un cambio di passo ai sindaci, al Consiglio di distretto, all’Eic regionale e alla Regione nella direzione di un governo dell’acqua pubblico, trasparente, di qualità  e partecipato. No all’aumento delle tariffe che stiamo contrastando, insieme alla Federconsumatori,  con diffida ad Arera perché si pronunci su di esse, no all’ingresso di privati in Itl. Subito un risanamento finanziario della società secondo un adeguato piano concordatario, tutela dell’utenza e investimenti strutturali ponendo le basi per un servizio efficiente e sostenibile della risorsa acqua.