EMERGENZA IDRICA IN CAMPANIA

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

In Campania dove non piove da parecchi mesi, e’ SOS acqua tra emergenza siccità e rete idrica bucata. Un’emergenza che riguarda  la provincia di Salerno, la costiera amalfitana e cilentana, Capri e Ischia mettendo in in ginocchio il settore agricolo poiché la rete  idrica non è in grado di assicurare un rifornimento adeguato. Sono i dati che emergono e vengono  sottolineati da Legambiente Campania che denuncia un sistema idrico, con elevati consumi, in particolare del settore agricolo, una rete di captazione, adduzione e distribuzione che fa acqua da tutte le parti (sembra un gioco di parole ma nn lo è) e la mancata messa in pratica del riutilizzo delle acque reflue depurate.
Secondo i dati Istat ogni italiano consuma in media 245 litri di acqua potabile al giorno ma gli acquedotti perdono il 40 % dell’acqua. A Napoli, ogni cittadino consuma in media 154,7 litri al giorno con il 34,30% di perdite idriche reali. I cittadini salernitani registrano bassi consumi, ossia 116 litri giorno ma hanno una dispersione nella rete pari al 56,50%, la peggiore tra i cinque capoluoghi di provincia. Benevento ottiene il miglior risultato in Campania con un consumo di 134 litri al giorno e il 28,90% di perdite idriche reali. Caserta e Avellino registrano il 46% di perdite idriche reali. Inoltre, la diminuzione delle piogge, in Campania, mette a rischio le produzioni agricole: oltre 13% sono a rischio.
Il tutto viene aggravato da una urbanizzazione selvaggia che in Campania ha impermeabilizzato e compromesso, una superficie di 145.872 ettari, e interessano quindi l’11% circa dell’intero territorio regionale.  Le pianure alluvionali risultano urbanizzate per il 25% della loro estensione complessivi, le fertili pianure pedemontane per il 26%, i complessi vulcanici per il 28%, fino ad arrivare al 31% delle pregiate aree costiere (una volta la c’era la Campania felix).
Davanti a questi numeri , Legambiente ribadisce la necessità di incentivare una corretta gestione della risorsa idrica, con una  riduzione della domanda e dei consumi elevati e dall’altra incrementi l’efficienza degli usi, evitando, di fatto in risposta ai mutamenti climatici, fenomeni di crisi per la regione. Il settore agricolo, è stato la prima vittima di questa emergenza siccità, settore che in Campania richiede oltre 500 milioni di m3 di acqua all’anno, per Legambiente occorre ripensare ad una riconversione del sistema di irrigazione dei terreni agricoli fondato su modalità poco efficaci e forse arcaiche (aspersione o pioggia, scorrimento/infiltrazione) puntando a sistemi di microirrigazione e a goccia, che possono garantire un risparmio intorno al 50% di acqua utilizzata e rivedere  il sistema di tariffazione degli usi dell’acqua, con un sistema di premialità e penalità che valorizzi le esperienze virtuose. Occorre poi ragionare sugli scenari futuri con colture meno idroesigenti, o comunque adeguate alle condizioni climatiche e alle disponibilità idriche del territorio.

Per ridurre i prelievi di acqua occorrerebbe praticare il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, così come nell’industria. Ma per farlo bisogna modificare il decreto del Ministero dell’ambiente n. 185/2003 sul riuso dell’acqua. Sul piano della gestione della risorsa è necessario che le Regioni mettano in campo politiche indirizzate verso il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. Oggi i nuovi Piani di gestione a livello di distretto idrografico,  devono prevedere strumenti concreti che si trasformano in piani di gestione locale, indirizzati al risparmio e alla tutela quantitativa della risorsa idrica. Occorre, rendere più efficace il sistema dei controlli preventivi da parte degli enti locali e di quelli repressivi da parte delle forze dell’ordine, dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde, così come aggiornare il censimento dei pozzi di prelievo idrico ed irriguo. Infine l’associazione ambientalista ricorda il tema della risorsa idrica rappresenta un fattore chiave anche per la sostenibilità in materia edilizia, ed è fondamentale inserire sempre di più la voce del risparmio idrico all’interno dei regolamenti edilizi, cercando di mettere in pratica azioni per il risparmio della risorsa idrica nelle case (attraverso la raccolta della pioggia e la separazione, trattamento e riuso delle acque grigie), così come nelle attività industriali e agricole, e adottare dei regolamenti edilizi per la riqualificazione degli edifici anche dal punto di vista idrico sono scelte obbligate e fondamentali, per una concreta politica di tutela della risorsa. Ma soprattutto con interventi a basso costo, da parte delle amministrazioni, per raggiungere risultati concreti.