Energia: borsa elettrica, a febbraio prezzo a 57,67 euro/mwh, -14,8% su mese

A febbraio il prezzo medio di acquisto, pari a 57,67 €/MWh, scende ai minimi da luglio, allineandosi al livello di un anno fa (-14,8% su gennaio, +1,2% sul 2018). Su tali variazioni pesa in maniera significativa l’accresciuta disponibilità di offerta rinnovabile. E’ quanto emerge dai dati pubblicati nelle newsletter del Gme, il gestore dei mercati energetici.

A fronte di una flessione annua dei volumi contrattati nel MGP (23,6 TWh, -1,9%), si registra un deciso incremento delle quantità contrattate in borsa e, con esse, della liquidità del mercato (76,6%, +5,5 punti percentuali), salita ai massimi da metà 2013.

Nel mese di febbraio il prezzo medio di acquisto, pari a 57,67 €/MWh, riprende e rafforza il trend ribassista dell’ultimo trimestre del 2018, interrotto a gennaio, collocandosi solo poco sopra il valore di un anno fa (-9,99 €/MWh sul mese precedente, +0,66 €/MWh sul 2018).

Su base mensile il calo delle quotazioni risulta favorito dalla crescita dei volumi rinnovabili offerti a prezzi più bassi e dal deciso incremento dell’energia importata (+1.600 MWh circa), registrato in corrispondenza sia di livelli più elevati di NTC che dell’allargamento dello spread positivo tra il prezzo del Nord e le quotazioni sulle borse limitrofe.

Il suddetto aumento dei volumi rinnovabili appare rilevante anche nell’analisi delle dinamiche annuali, attenuando insieme al calo degli acquisti, l’impatto rialzista indotto dalla riduzione dell’offerta termoelettrica competitiva (-2.000 MWh) e del minor import (-650 MWh circa).

In termini di volumi, l’energia elettrica scambiata nel Sistema Italia, pari a 23,6 TWh, si riduce dell’1,9% su febbraio 2018, mentre sale ai massimi da luglio 2013 la liquidità del mercato, pari a 76,6% (+5,5 p.p. su base annua).

In termini di fonti, la suddetta stabilità delle vendite nazionali riflette il calo degli impianti a fonti tradizionali (-7,6%), tra cui il carbone (-38,4%) che al Centro Sud tocca il minimo, e la crescita generalizzata delle fonti rinnovabili (+17,2%). Tra queste ultime in evidenza l’eolico, sul livello più alto di sempre (oltre 3.200 MWh, +40,5%), in crescita al centro meridione ed in Sardegna.

La quota delle vendite da fonti rinnovabili guadagna pertanto oltre 5 punti percentuali, salendo al 35,9%, con conseguente riduzione di quella delle fonti tradizionali, in particolare del carbone (-3,5 p.p.).

Il market coupling assegna sulla frontiera settentrionale, mediamente ogni ora, una capacità in import di 3.480 MWh, praticamente invariata rispetto a febbraio 2018, in corrispondenza di modeste variazioni sulle tre frontiere. In netto incremento, invece, le allocazioni in export, che tuttavia si realizzano ancora in un numero limitato di ore.