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Ennesimo episodio che vede protagonista il passaggio a livello della frazione di San Clemente

Attese lunghissime per gli automobilisti

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un cittadino casertano in merito al passaggio a livello della frazione di San Clemente.
Come si fa a perdere una mezz’ora ad un passaggio a livello grazie ad un (ir)responsabile.
Tranquilla serata di primavera, pardon d’inverno. È vero siamo a maggio, il mese della Madonna, il mese delle rose, ma… fa freddo più che mai.
Rientri da Maddaloni e dovendo giungere a Caserta preferisci tagliare per l’interno, passare per la bella frazione pedemontana di San Clemente. Stai quasi per superarla, quando da lontano vedi che il passaggio a livello che delimita San Clemente con l’altra frazione di Centurano è chiuso. Noti che vi sono in fila già tre auto nella tua direzione e forse qualcuna in più in quella opposta. Mentalmente metti in conto che massimo dovrà passare qualche minuto, forse un paio, magari cinque, ma non più di cinque. Ed, invece, il tempo trascorre inesorabile: cinque, poi dieci, poi quindici. Nel frattempo qualche automobilista impaziente o perché deve arrivare puntuale a qualche appuntamento preferisce fare retromarcia. Fasci di luce che si incrociano con altri, qualcuno arrivato in ritardo chiede lumi a chi sta tornando indietro ed ovviamente torna indietro anche lui. Passano altri ed altri minuti. Il silenzio la fa da padrone, rotto ogni tanto da qualche auto che, messa in moto, cambia direzione. Beh, la situazione va avanti con la speranza sempre misera che prima o poi dovranno pur rialzarsi quelle sbarre, che sempre più diventano un limite insormontabile, che sempre più diventano un’angheria, un sopruso, un’arrogante esercizio del potere perpetrato da chi non sarà giammai chiamato a rispondere della sua responsabilità.
Guardi l’orologio: stai lì dalle 20.44. Sono oramai le 21.06. Ritieni che la tua pazienza stia quasi per esaurirsi. Chiami a casa. Ti danno due numeri di telefono. Alle 21.09 chiami il numero 0823-32.20.60. Bussa, ma… dopo qualche secondo il tuo orecchio è lacerato da un sonoro fischio. È il fax. Non ti scoraggi, hai pur sempre il secondo numero. Lo fai subito. È un numero verde, ritieni che il colore del numero che stai facendo possa superare il rosso che immarcescibilmente ti sta stampato sul passaggio a livello da più di venti minuti. Componi il numero 800.906.060. Non termine nemmeno di fare il numero che una suadente (o impertinente?, considerato il caso) voce ti comunica che il numero digitato non è valido per la zona da cui stai chiamando. In verità, non pensi a San Clemente o a Caserta o a Napoli, pensi solo ad questione tra Sud e Nord, con una gravissima disparità – oramai patologicamente incancrenita – di trattamento tra le due zone della Penisola, ti ripassi l’art. 97 della Costituzione che dovrebbe garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione ed annoti che questo articolo è quotidianamente disatteso. Sono attimi velocissimi che si costruiscono nella tua mente, degni del mito della velocità vaticinata questa dal Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. E sull’onda della velocità non ti resta che chiamare il 113. Sono le 21.10. Dopo un quattro-cinque squilli finalmente ti risponde qualcuno. Comunichi che stai fermo al passaggio a livello a San Clemente oramai da circa mezz’ora e che ti senti sequestrato in mezzo alla strada – bello ossimoro – dalla signora Ferrovia dello Stato. Dall’altro lato, dopo una brevissima consultazione tra operatori, ti si comunica che c’è un treno fermo sui binari. Grazie. Buona sera.
L’art. 97 della Costituzione ti ritorna in mente e ti ritorni ad illuminare sulla totale assenza di buon andamento della pubblica amministrazione. Vi sarà di sicuro giuridicamente un responsabile di tutto questo, ma ancor più vi sarà fattualmente un irresponsabile. Un signore anonimo che col suo comportamento tiene inchiodate, sequestrate in mezzo alla strada decine e decine di persone.
Le conclusioni fatele voi, ma soprattutto allertate in continuazione, se veramente vogliamo cambiare le nostre condizioni di vita.

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