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ENTE IDRICO CAMPANO. NICOLA CAPUTO E GENNARO OLIVIERO A FRANCO MIRABELLI : IN UN PARTITO SI STA CON LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA

 

All’indomani  dell’esito delle votazioni dell’ente idrico campano, che ha visto l’ennesima rottura all’interno del Pd, fra il Commissario Franco Mirabelli, sostenuto da un’ala del partito, dal Centro Democratico di Giovanni Zannini, e dal Centro Destra, e il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero e ‘Europarlamentare Nicola Caputo, non si placano le polemiche in attesa della scelta del Coordinatore e dei membri del direttivo dell’ente.

I risultati delle votazioni sosno stati di 18 a 12 a favore dell’accordo bipartisan  sostenuto dal Commissario Mirabelli.Ma Nicola Caputo e Gennaro Oliviero non ci stanno ed hanno diramato la seguente nota che punta il dito contro il Commissario ma anche contro una strategia politica  molto simile alla vicenda Asi. Nel mirino , anche se tra le righe, il gruppo di Rifare l’Italia con Franco De Michele ed Enrico Tresca guidato dalla Senatrice Rosaria Cpacchione.

“Assistiamo ancora una volta al tentativo del Senatore Mirabelli di rappresentare la realtà in maniera artatamente distorta e di parte, il che ci induce purtroppo a pensare che nessuna unità del partito sarà mai possibile con lui commissario.

E non è un caso se nessuna Assemblea provinciale è stata fino ad oggi convocata a confrontarsi sulle prospettive del PD.

La verità è che il Senatore ha sempre avuto una idea precisa di partito, preconfezionatagli da alcuni suoi sodali casertani, che vorrebbe escluso un pezzo importante del partito, paradossalmente lo stesso che si era opposto alla gestione della segreteria Vitale, quella gestione tanto scellerata e dannosa che determinò lo stesso commissariamento. La vicenda dell’Ato idrico è stata la riproposizione dei trasversalismi e delle logiche consociative dell’accordo ASI, e contro cui l’assemblea provinciale del partito aveva votato all’unanimità, con il cosiddetto lodo Capacchione.

Dalla padella alla brace, verrebbe da dire! Per questo la maggior parte dei sindaci e degli amministratori del PD e del centro sinistra hanno scelto di non sottostare ai diktat del Commissario. L’unità va ricercata, non imposta.

Le coordinate dell’azione del Senatore Mirabelli, invece, sono sospensione delle regole democratico statutarie e nessuna condivisione delle scelte, pretendendo addirittura di darci lezioni di “come si sta in un partito”: caro Senatore Mirabelli, in un partito ci si sta con le regole e con la democrazia! È curioso come lo stesso Commissario sembri ammettere l’esistenza di un disegno preconfezionato anche per l’Ato idrico, quando dice, infatti, “è andato tutto secondo i piani”. Piani? Quali? E con chi, Forza Italia? Infine, apprendiamo con soddisfazione della richiesta del Senatore di un incontro con il vicesegretario nazionale, al quale spiegheremo le ragioni per cui, secondo noi, non è possibile proseguire un processo unitario in queste condizioni. E chiederemo che il tesseramento, da completare al più presto, sia gestito in maniera condivisa e trasparente, al fine di portare, in tempi brevi, il PD a Congresso”.

 

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