Evade dal Poggioreale e spuntano nuovi e pesanti interrogativi

La Casa Circondariale continua il suo mandato nonostante i riflettori della Giustizia e dei Sindacati di Polizia Penitenziaria agguerriti contro il Governo

Dopo le prime notizie di ieri sull’evasione di un pericoloso detenuto polacco da Poggioreale, arrivano i primi approfondimenti sull’inchiesta aperta dallo stesso penitenziario. A trapelare, però, sono anche diverse informazioni di alcuni sindacalisti che, in preda all’avvilimento, hanno denunciato alla stampa le carenze amministrative dovute ad una politica sorda.

Ormai non è un mistero che erano quasi cento anni, se non di più addirittura, che un detenuto riusciva ad evadere dalla nota casa circondariale di Napoli. Con il classico metodo tradizionale di corda di lenzuola è riuscito a scavalcare il grande muro di cinta sotto gli occhi dei passanti mentre si recava a messa nella chiesetta dell’istituto penitenziario.

L’evaso era un tra le centinaia di carcerati sorvegliati da un numero irrisorio di agenti di Polizia Penitenziaria. La colpa, quindi, potrebbe essere riconducibile proprio alla mancanza di personale penitenziario. Si tratterebbe di poco più di duecento unità che deve gestire un numero di detenuti che supera i duemilacinquecento carcerati. Non è infatti un mistero il soprannumero di detenuti che da anni affligge e rallenta sia il sistema giudiziario che quello carcerario.

Quest’ultimo episodio di grave disordine è però avvenuto a distanza di un anno da un’altro, dove invece si verificò solo un tentativo di evasione finito addirittura in tragedia. Poggioreale intanto è sotto i riflettori della Magistratura e del Ministero di Giustizia. Bisognerà approfondire il perché del poco personale che comunque lavoro in modo encomiabile. Resta solo da escludere l’ipotesi che il detenuto possa essere stato aiutato nella sua evasione proprio dall’interno della Casa Circondariale di Poggioreale.