DI REDAZIONE
A CURA DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
CASERTA – Foro Boario, una struttura in completo abbandono nei pressi della variante, precisamente l’uscita della zona inudstriale, dove in passato sorgeva un macello per bovini lasciato in condizioni come detto di completa incuria un altro mistero tipicamente casertano, da affiancare alla ‘inifinita’ passateci il termine, costruzione del Policlinico.
La questione è stata già trattata dal nostro giornale dal collega Giovanni Luberto (il link del pezzo sotto), con un articolo datato 18 aprile 2018, tuttavia dopo che il problema è arrivato sino al tavolo del nostro primo cittadino Carlo Marino, il quale si era espresso a favore di uno sgombero degli zingari permangono ancora, Rumeni, nomadi ecc., meglio conosciuti come ROM che con roulotte coperte e quant’altro, stazionano all’interno della struttura in abbandono, con la compagnia di cani gatti e animali altri vari (probabilmente anche topi) e parecchia immondizia in condizioni sanitarie non propriamente raccomandabili per non dire carenti.
Ex Foro Boario occupato dai rom: azione di sgombero necessaria secondo Marino
Successivamente c’è stato un altro articolo sulla questione che riportiamo di seguito:
Ci piacerebbe sapere in primis i motivi di questo abbandono.
Dopo di che sarebbe interessante le capire le reali – intenzioni della nostra pubblica amminstrazione, sull’esito o la ‘eventuale’ (molto eventuale’) manutenzione o messa a norma/in sicurezza dato che il cancello dell’ ex macello risulta sempre aperto, alla mercè di tutti coloro che vogliono entrarci, con eventuali azioni da intreprendere per il paventato sgombero, anche se ad onor del vero, la Caritas Diocesana si è mobilitata in una campagna di sensibilizzazione per scongiurare lo sfratto di queste famiglie, offrendo il proprio supporto qualora l’Amministrazione adibisca un’apposita area attrezzata per l’adeguata accoglienza.
Queste le sue testuali dichiarazioni dell’avvocato alla guida dell’ente comunale sulla problematica sollevata – ‘“Che sia ben chiaro.” – afferma il Primo Cittadino – “Qui non si tratta di discriminazione. Non poter accoglierli, non vuol dire escluderli. Andrebbero piuttosto inseriti in un percorso sociale che il Comune da solo non può portare avanti.”
Su posizioni diametralmente opposte come già precisato a suo tempo l’avvocato Marino il quale ha tutta la ferma intenzione di bonifcare l’area per farne un polo tecnologico di un certo livello, con la domanda però che sorge spontanea, CON QUALI SOLDI ???? Ricordiamo, scoprendo il segreto di pulcinella, che le casse comunali del Comune di Caserta sono in rosso e più volte si è parlato di un rischio dissesto con l’indagine dei Carabinieri che ha oprtato al sequestro di alcuni pc e la relazione, positivia della Corte dei Conti sui conti dell’ente casertano che nei prossimi giorni vede la delicata votazione del bilancio una tappa decisiva per i mesi che verranno in quanto si capirà se e come verrano estanziate ed usate le risorse finanziarie a favore della colletività.
BELVEDERE NEWS vi aggiornerà sulla tematica che sembra un po’ lasciata a se’ stessa dopo essere stata messa sotto i riflettori, l’interesse verso l’ex macello è svanito proviamo a riportare all’attenzione del nostro ente comunale, sperando in una soluzione senza proclami e/o promesse che poi finiscono nel dimenticaoio.
Sotto una galleria fotografica sullo stato dei luoghi a corredo e supporto di quanto scritto nell’ articolo.









