Fuga dal Sud. Il Mezzogiorno svuotato del futuro per le politiche del governo Meloni

LA GRANDE FUGA DAL SUD È UN ATTO D’ACCUSA CONTRO IL GOVERNO MELONI: CASERTA E IL MEZZOGIORNO SVUOTATI DEL PROPRIO FUTURO
Comunicato ricevuto da AVS:

I dati pubblicati oggi in prima pagina dal Sole 24 Ore fotografano una vera e propria catastrofe demografica, economica e sociale per il nostro territorio. La “grande fuga” dal Meridione ha visto svanire ben 313mila giovani tra i 18 e i 35 anni dal 2019 a oggi, registrando un crollo drammatico del 7,57% della popolazione giovanile residente nel Mezzogiorno, a fronte di un Nord che cresce grazie ai flussi migratori interni (+4,83%).
Siamo di fronte a un esodo generazionale che colpisce duramente la Campania (-7,3%) e la provincia di Caserta, privandoci delle migliori energie: il 60% di chi parte è laureato, e un manager su quattro nato al Sud si trova costretto a emigrare al Centro-Nord per veder riconosciute le proprie competenze e ottenere un salario dignitoso.
Questa desertificazione non è un destino inevitabile, ma il risultato diretto di precise e scellerate scelte politiche. Le responsabilità del Governo Meloni sono totali e imperdonabili. Invece di contrastare il divario strutturale nei salari e nei servizi – unici veri pilastri per convincere le nuove generazioni a restare, come chiaramente evidenziato dalle analisi economiche – la destra di Giorgia Meloni sta portando a compimento il progetto dell’Autonomia Differenziata. Un provvedimento folle che spaccherà definitivamente il Paese, legalizzando la diseguaglianza nei diritti fondamentali: dalla sanità alle scuole, dai trasporti alle infrastrutture.
Il governo ha progressivamente smantellato le misure di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà, ha fallito nella gestione dei fondi PNRR che dovevano colmare i gap storici del Mezzogiorno, e continua a difendere un modello economico basato sulla precarietà e sul lavoro povero, costringendo i nostri figli ad abbandonare la propria terra. Le stime per il 2034 indicano un ulteriore crollo dell’8,55% di giovani al Sud: una tendenza che condanna il nostro territorio a un invecchiamento irreversibile e alla stagnazione economica.
Come Sinistra Italiana Caserta, respingiamo la narrazione della rassegnazione. Non servono zone economiche speciali di facciata o bonus elettorali mentre si taglia lo stato sociale. Chiediamo un piano straordinario per l’occupazione giovanile stabile, l’introduzione immediata del salario minimo legale per fermare lo sfruttamento e investimenti massiczi nei servizi di cittadinanza. Restare al Sud deve essere un diritto insindacabile, non un atto di eroismo quotidiano.