a cura di Belvederenews
Nuovamente aperti i termini con cui i Comuni, le Province, le Regioni e le Città Metropolitane possono richiedere all’Agenzia del Demanio beni di proprietà dello Stato, secondo la procedura dell’art. 56-bis del DL 69/2013 sul Federalismo Demaniale.
Tale operazione è prevista dal decreto Milleproroghe che fissa la scadenza di acquisire, a titolo gratuito, beni statali su tutto il territorio nazionale al 31 dicembre 2016.
Al sito www.agenziadeldemanio.it è stato predisposto un applicativo grazie al quale gli Enti Territoriali interessati possono presentare domanda di trasferimento del bene. Gli Enti interessati hanno la possibilità di individuare gli immobili da richiedere consultando l’elenco degli asset potenzialmente trasferibili presente all’interno dell’applicativo o identificarli autonomamente tra quelli presenti sul territorio. A tal fine, l’Agenzia del Demanio mette a disposizione OpenDemanio, la Piattaforma che contiene le informazioni sugli immobili presenti nel Conto Patrimoniale dello Stato e la mappatura geolocalizzata dei fabbricati .
L’Agenzia del Demanio, dopo aver ricevuto la richiesta di trasferimento dell’immobile da parte dell’Ente e averne valutato la fattibilità, secondo i criteri stabiliti dalla legge, comunica all’amministrazione l’esito e in caso positivo procede al trasferimento del bene.
Al 31 dicembre 2015 l’Agenzia del Demanio ha già devoluto agli Enti Territoriali 3.496 immobili, e con la riapertura dei termini del Federalismo Demaniale continua l’attività di valorizzazione del Patrimonio Statale inutilizzato.
Al link (http://www.agenziademanio.it/opencms/it/federalismoDemaniale/federalismodemaniale2016) la sezione dedicata
Nell’ambito delle attività di valorizzazione dei patrimoni pubblici e di supporto agli Enti Locali, la Direzione Regionale Campania dell’Agenzia ha partecipato, in collaborazione con Anci Campania, ad una tavola rotonda con amministratori locali sul tema “ricercare gli spazi inoccupati, ripensare i bisogni abitativi, riabitare spazi e luoghi” per la presentazione della mappatura del patrimonio inutilizzato, dell’indagine sull’attuale fabbisogno abitativo e delle prime ipotesi progettuali di un nuovo modello di abitabilità.
L’incontro rientra tra le attività svolte dal tavolo di lavoro periodico istituito, assieme ad Anci Campania, per orientare e supportare i comuni campani nel valorizzare e gestire al meglio il patrimonio immobiliare sul territorio e finalizzato a creare e sviluppare una Rete di soggetti pubblici, privati e del privato sociale che si impegnino ad individuare e recuperare il patrimonio edilizio sfitto o non utilizzato, per “mobilitarlo” in favore della crescita di un’offerta locativa “a prezzi contenuti”. L’impegno della Rete ad accrescere le opportunità locative punta a far fronte al fabbisogno abitativo con risposte nuove e flessibili, rivedendo il concetto stesso di casa per adattarlo ad esigenze alloggiative che appaiono oggi profondamente mutate. Oggi si è sviluppato di fatto un concetto innovativo di abitabilità (il social housing) più rispondente ai bisogni di mobilità caratteristici della società attuale. Il concetto di casa non è quindi sempre riconducibile al modello tradizionale di permanenza e stabilità. Si tratta di avviare la sperimentazione di un “nuovo modello di abitabilità” richiesto da domande sociali come quelle derivanti dal repentino cambiamento dei nuclei familiari, dalla pressione degli immigrati, dalla necessità di aggirare costi immobiliari inaccessibili, dalla inadeguatezza dei sistemi abitativi tradizionali per gli ambiti emergenziali.
Nel lavoro di individuazione degli spazi da riutilizzare, la Rete è impegnata a verificare e valorizzare, nel quadro del riutilizzo degli spazi recuperati, le nuove modalità del social housing. Ed in particolare il contributo dell’Agenzia è incentrato sugli strumenti disponibili per la valorizzazione del patrimonio pubblico ed in particolare sull’art. 26 del D.L. n. 133/2014 (c.d. Sblocca Italia), che prevede il riuso di un bene statale inutilizzato anche per contrastare l’emergenza abitativa attraverso una azione condivisa con il Comune di cambio di destinazione.