Il continuo dramma degli ospedali di Maddaloni e San Felice

Hospice ancora incompleto

Sono sempre di più i rallentamenti dei lavori presso gli ospedali di Maddaloni e di San Felice a Cancello. La struttura, Hospice, di San Felice, volta all’accoglienza dei malati terminali, doveva essere inaugurata nell’estate 2018, più precisamente a luglio, ma in realtà non ha aperto neanche dopo i sette mesi concessi per il completamento dei lavori.

L’On. Antonio Del Monaco (M5S), membro della commissione bicamerale antimafia ha dichiarato: “Non faremo una quarta ispezione. Saremo invece asfissianti e ossessivi: solleveremo la questione in tutte le sedi istituzionali. I Ritardi e i disservizi non sono più sostenibili. Il caso Maddaloni- San Felice è emblematico dalla sanità senza volto umano, che nonostante le risorse finanziarie, non eroga nuovi servizi ma produce solo ritardi e disagi all’utenza“.

Giulia Grillo, Ministro della Salute ha invece affermato: “Con il passare dei mesi si allunga la lista dei lavori incompiuti“. Dunque l’Hospice risulta ancora incompleto.

Ancora devono partire i lavori per la costruzione della nuova camera calda, insieme alla porta di accesso in sicurezza al pronto soccorso, programmata dal giugno 2015.

Del Monaco ribadisce che: “Gli unici lavori avviati sono quelli per l’istallazione della nuova Tac 3D. L’inaugurazione è stata annunciata per il 13 giugno. E noi giovedì saremo all’ospedale per controllare, non se lo strumento c’è o è arrivato, ma se è funzionante o meno cioè disponibile per l’utenza“.

E’ da più di un anno ormai che Rino De Lucia è il reggente pro tempore della direzione sanitaria. Attraverso una nota di denuncia inviata all’Associazione nazionale dei medici delle direzioni ospedaliere (Amndo), viene contestata la gestione precaria della direzione sanitaria, la quale non garantisce le strutture ospedaliere.

Intanto il sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo, insieme al Consiglio Comunale, ha chiesto la rimodulazione del Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera e denuncia: “Il silenzio della Regione sta diventando oltremodo imbarazzante. Ho chiesto personalmente, per ben tre volte, la promessa convocazione del tavolo tecnico sul piano ospedaliero“.