Il Presidente di ANCI Campania, Carlo Marino, nel carcere di Carinola festeggia il Natale con i 550 detenuti

Il presidente di Anci Campania, Carlo Marino, è stato ospite del direttore della Casa di Reclusione "G.B. Novelli" di Carinola, Carlo Brunetti, insieme alla presidente dell'Asi di Caserta, Raffaella Pignetti

CARINOLA – Una giornata diversa. Un pranzo particolare per festeggiare il Natale con i 550 reclusi del carcere di Carinola. Il presidente di Anci Campania, Carlo Marino, è stato ospite del direttore della Casa di Reclusione “G.B. Novelli” di Carinola, Carlo Brunetti, insieme alla presidente dell’Asi di Caserta, Raffaella Pignetti. Un pranzo organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, con il contributo di tanti volontari, finalizzato a offrire un momento di svago a persone in una particolare situazione di disagio.

Nel giugno 2013 il carcere di Carinola fu riconfigurato come Istituto a custodia attenuata, con reparto interamente a sorveglianza dinamica, e adibito alla detenzione esclusiva dei detenuti inseriti nel circuito media sicurezza a custodia attenuata. Nel novembre del 2017 è diventato Casa Reclusione a regime ordinario con sezione a custodia attenuata.

Per questo motivo, in un futuro prossimo, ma molto ravvicinato, si può immaginare la realizzazione di speciali accordi di Anci Campania con l’Istituto di pena al fine di consentire ad alcuni reclusi di partecipare a lavori di pubblica utilità (LPU) con i Comuni, peraltro già previsti dal Ministero della Giustizia come sanzioni penali sostitutive. LPU, come è noto, consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere anche presso i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

L’idea è di rendere generale per tutti i Comuni della Campania il Protocollo d’intesa firmato il 5 aprile 2018 tra Anci e Ministero della Giustizia sul programma sperimentale per lo svolgimento di attività lavorative extramurarie di protezione ambientale e di recupero del decoro di spazi pubblici ed aree verdi da parte dei soggetti in stato di detenzione e di modelli locali di gestione integrata del ciclo di raccolta dei rifiuti nelle comunità penitenziarie territoriali.