Inquilini delle case popolari contro IACP. Partita la mobilitazione generale

"Basta con le incertezze nella gestione del patrimonio pubblico abbandonato a se stesso"

Le Organizzazioni degli inquilini hanno richiesto, da tempo, un ulteriore incontro all’Assessore regionale, al Commissario dell’ACER e agli attuali direttori generali di IACP che sembrano totalmente esclusi dall’attuale fase di gestione transitoria. Il motivo della richiesta nasce dal voler comprendere le ragioni dello stallo in cui versa l’IACP e per evidenziare i rischi e le conseguenze negative che tale situazione sta determinando.

PRESIDIO UNITARIO DEI SINDACATI E ASSOCIAZIONI INQUILINI SUNIA-SICET-UNIAT

Il Presidio unitario dei sindacati e delle associazioni di inquilini oggi protesta contro il blocco dei servizi e della gestione del patrimonio pubblico a causa della mancata approvazione dei documenti contabili. Inoltre, i ritardi del decollo della nuova azienda per l’edilizia pubblica a causa del mancato trasferimento dei fondi per la programmazione delle attività, è un’altra motivazione che si aggiunge alla protesta. Il mancato governo della fase transitoria per il passaggio alla nuova gestione dell’ERP da parte della Regione e del Commissario straordinario ACER, potrebbe dunque essere il problema alla base di tutta questa situazione.

UNA RIFORMA CHE NON DECOLLA, MENTRE IL PATRIMONIO PUBBLICO È ABBANDONATO A SE STESSO

“È veramente imbarazzante il silenzio della Giunta regionale e degli autorevoli esponenti che hanno voluto un’accelerazione del processo di riforma dell’ERP senza che ci fossero le basi solide sulle quali far poggiare l’impianto della riforma, pur condivisa nello spirito, ma non nella confusa fase dell’attuazione che, tra l’altro, ha portato alla modifica del Regolamento istitutivo dell’ACER, recependo solo sulla carta i suggerimenti delle OOSS, ma vanificati nella pratica attuazione al punto che si sta determinando la paralisi nella gestione del patrimonio pubblico con un concreto rischio anche per l’ordine pubblico a causa dell’esasperazione conseguente al paventato blocco anche delle attività manutentive e di gestione ordinaria”. Così scrivono in una nota stampa le associazioni contro la riforma che non decolla, e poi aggiungono:

È assolutamente intollerabile l’atteggiamento dell’Assessore all’urbanistica e all’edilizia pubblica – continuano – oltre che del Commissario ACER che, di fronte ad una situazione così delicata si tengono lontani dal confronto democratico con i rappresentanti dell’utenza e dei lavoratori esasperati per il sostanziale immobilismo decisionale della Giunta regionale e per le grigie prospettive di una riforma partita circa quattro anni fa e che non riesce ad affermarsi a causa dell’improvvisazione e dell’approssimazione fino ad oggi dimostrata”.

A questo punto, come avevano già preannunciato, gli assegnatari e gli inquilini delle case popolari metteranno in atto una mobilitazione. La lotta, intanto, è già partita. Da questa mattina il presidio presso la sede dell’Istituto Autonomo per le case popolari della provincia di Caserta è già attivo per protestare contro questo intollerabile immobilismo che penalizza i cittadini, gli assegnatari e i lavoratori.