di NUNZIO DE PINTO
SAN NICOLA LA STRADA
La Germania cerca lavoratori stranieri, record di richieste
SAN NICOLA LA STRADA – Mentre in Italia e negli altri paesi dell’Eurozona la disoccupazione dilaga e le PMI chiudono i battenti, in Germania si vive la situazione opposta, con le imprese che lamentano una carenza di personale specializzato e guardano altrove per trovare risorse da assumere. Infatti, mentre in Italia la crisi strutturale occupazionale non conosce fine, in Germania non c’è mai stata tanta offerta in eccesso nel mercato del lavoro come nel secondo trimestre del 2017. Sarebbero ben 1 milione e centomila i posti vacanti. A riferirlo, l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro di Norimberga (IAB) un’istituzione statale teutonica che fa capo all’Agenzia federale del Lavoro. Negli ultimi anni, ha visto ridurre il tasso di disoccupazione ai minimi storici: solo il 5,6% dei tedeschi, infatti, è in cerca di lavoro mentre l’occupazione tra i laureati è praticamente raddoppiata rispetto a dieci anni fa. Un risultato incredibile, ottenuto dal governo tedesco grazie agli investimenti e alle politiche in favore dell’occupazione portate avanti negli ultimi anni. Un risultato che, tuttavia, rischia di ritorcersi contro se non si trovano al più presto nuovi lavoratori. Le nascite infatti, sono in forte diminuzione mentre il numero dei pensionati è in costante aumento. Se il trend di vecchiaia della popolazione dovesse continuare, nel 2025 la prima potenza economica europea potrebbe ritrovarsi senza 6 milioni di lavoratori. Secondo l’Istituto di ricerca per il mercato del lavoro di Norimberga (IAB) sarebbero 35.000 più dello scorso trimestre del 2017 e 114.000 posti in più rispetto al 2016. La richiesta di lavoro proviene soprattutto dall’attività manifatturiera dove i posti liberi sono 124.000. Un grande sviluppo si registra anche nel settore dell’edilizia dove tra aprile e giugno 2017 sono stati rilevati dall’Istituto di ricerca 101.000 posti liberi, ma si cercano anche altre professionalità sono ricercate, come: Ingegneria, professioni tecniche, information technology, assistenza (personale paramedico, ndr), sanità e artigianato, ed in particolare sono le ricche regioni meridionali che hanno urgenza di lavoratori. Non dovrebbe essere, quindi, un problema così per i giovani laureati italiani abbandonare il proprio stage non retribuito per cercare fortuna altrove. Eppure non è proprio così. La maggior parte delle aziende tedesche, infatti, ha dichiarato di aver ricevuto pochissimi curriculum dai cosiddetti Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). Vero è che l’immigrazione verso la Germania da questi paesi è aumentata significativamente, tuttavia si tratta di molti cittadini europei che si trasferiscono prima di aver preso contatti per trovare un lavoro, in parte per difficoltà linguistiche e in parte per mancanza di informazioni. Alla base di questo fenomeno, secondo gli esperti, risiedono la mancanza di informazione, oltre alle difficoltà linguistiche e non per ultimo, a una cultura d’accoglienza da parte della Germania che andrebbe migliorata con una maggiore apertura a partire dalle stesse istituzioni. Sono dati stupefacenti se rapportati a quelli italiani che evidenziano non solo che esiste una locomotiva d’Europa che, senza intaccare le tutele dei lavoratori, è rimasta sostanzialmente stabile in materia di politiche del lavoro, nonostante la crisi globale, ma anche la totale inefficienza di quelle italiane e delle pseudo riforme degli ultimi vent’anni, che da una parte hanno comportato una progressiva erosione dei diritti dei lavoratori e dall’altra si sono dimostrate pressoché inutili nello stimolare la domanda occupazionale.