La Via Crucis dei bambini: il viaggio attraverso un giovane Carlo Acutis

"La nostra meta deve essere l'infinito, non il finito"

Casagiove. Una Via Crucis per i bambini che abbandona la ritualità classica.

Fortemente desiderata e messa in atto da Don Stefano Giaquinto, Parroco della Chiesa “San Michele Arcangelo” con la collaborazione del suo “staff”, e perfettamente realizzata da tutti i bambini partecipanti.

Un viaggio attraverso un giovane Carlo Acutis, Stazione dopo Stazione, entrando in un discorso sociale, oltre che religioso, affrontando temi attuali come il bullismo, grande piaga sociale.

La Chiesa affronta questo problema a livello spirituale, oltre che sociale: anche Gesù fu vittima di bullismo, deriso e maltrattato.

Raccontato ai bambini con un canto che diventa preghiera.

Alternando le Stazioni ed affrontando un tema sociale diverso ogni volta, i ragazzi hanno affrontato anche il tema del femminicidio, dolorosa piaga sociale che vìola diritti umani fondamentali, attuato attraverso la violenza non solo fisica ma anche psicologica, economica e sessuale.

Non sono mancati momenti di commozione tra una canzone ed un’altra, per rappresentare i temi sociali affrontati, con l’apposizione di segni in rappresentazione delle diverse tematiche sotto la croce, ed una riflessione sulla corresponsabilità: l’evento di Crans-Montana, con l’uso improprio di candele senza preoccuparsi della sicurezza, ha istruito i giovani al rispetto per se stessi e alle responsabilità delle proprie azioni, oltre che al rispetto per gli altri.

Si sono susseguiti temi profondi come le dipendenze, che spesso iniziano per conformarsi e sentirsi parte del gruppo o per vincere le situazioni, con l’insegnamento di Carlo Acutis che bisogna prendere sempre in mano la propria vita.

Il tema fondamentale, trattato anche in ogni Celebrazione: la pace.

Il tema dell’amicizia, forma di amore che non chiede nulla in cambio e non si sceglie per convenienza, ha chiuso lo spettacolo della Via Crucis, proprio con un canto dedicato a Carlo Acutis, che è stato l’amico che ha accompagnato i bambini nel viaggio attraverso ogni Stazione.

La serata si è conclusa con un messaggio in ricordo di Papa Francesco quando disse che

Permesso

Grazie

e scusa

sono le tre parole chiave per mandare avanti una famiglia.

“La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito” diceva Carlo Acutis, in una delle sue celebri frasi.

E proprio così, il Don, in questa serata, ha dimostrato a tutti i presenti che si può sempre fare di più e meglio.