Lacrime di coccodrillo. La Provincia di Caserta chiede l’elemosina al Governo per i danni provocati dall’accordo scellerato tra FORZA ITALIA e LEGA NORD con la benedizione del PD

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. La crisi  finanziaria della Provincia di Caserta e’ ormai molto piu’ che realta’ : rappresenta il termometro del crollo di un sistema sociale e  politico nel quale fino ad oggi si sono intrecciati interessi  e  compromessi di varia natura e che  oggi esplodono in modo incontrollato , come le fiamme di un vulcano in eruzione.

E’ prevista per martedi’ 23 maggio 2017 la mobilitazione generale organizzata dalle sigle sindacali e alla quale parteciperanno  tutti i  Parlamentari del territorio e i Sindaci dei  104 Comuni di Terra di Lavoro.

Sul tavolo della protesta il mancato rispetto delle norme di sicurezza degli edifici scolastici della provincia ,  il licenziamento dei dipendenti  delle societa’ collegate all’ente , come la societa’ concessionaria dell’appalto delle pulizie e la societa’ Terra di Lavoro , affidataria dei lavori di manutenzione delle strade provinciali, e la chiusura del Museo Campano.

In altre parole si chiede ancora una volta al Governo un emendamento alla legge Delrio , che ha praticamente messo in ginocchio la Provincia di Caserta.

Sabato scorso, 20 maggio 2017, si e’ svolta un ‘altra manifestazione a difesa del territorio, quella degli “Studenti in rotta contro la bancarotta ” , che avrebbe dovuto essere massiccia e consistente , ma che, in fondo, si e’ limitata a circa 200 persone , tra studenti e genitori, accompagnati nella marcia dalla Senatrice Vilma Moronese del Movimento 5 Stelle.

Sicuramente la manifestazione di martedi’ 23 maggio sara’ piu’ consistente ed incisiva , ma questo non cambia la inutilita’ di questa lotta che viene da lontano.

Questa drammatica situazione sara’ risolta solo  se e quando un eventuale cambiamento sara’ utile per la classe politica.

La verita’ e’ che la Provincia di Caserta continua a pagare i danni , incalcolabili, di una unita’ d’Italia  che tale non e’ stata e che ha , invece, considerato il Mezzogiorno terra di conquista .

Questo non vuole essere un discorso meridionalistico . Questa vuole essere l’analisi di chi cerca di capire le ragioni di un dissesto destinato a lasciare una ferita indelebile nella storia del nostro territorio.

Non serve risalire al 1861 , anno della conquista del Sud da parte del Piemonte. Dovremmo ricordare , invece, come la Politica di deprivazione del Meridione ha  ricevuto  una accelerazione  proprio negli ultimi anni  con l’accordo tra Forza Italia di Silvio Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi, il quale impose al Cavaliere una  strategia economica di assoluta distruzione del Sud Italia in cambio del sostegno al Governo. Il tutto sotto l’occhio indifferente del Pd.

Poi e’ arrivato Matteo Renzi  che non ha voluto interrompere la tradizione di distruzione del Sud  intrapresa dai suoi predecessori.

Oggi tutti si lamentano : ma di cosa ?

Oggi sono tutti pronti a scendere in piazza : ma per fare cosa ?

Questa situazione drammatica dovrebbe scuotere le coscienze dei politici i quali  non possono non dimenticare che i disoccupati sono una eccellente chiave di accesso per la vittoria alle  elezioni amministrative e politiche, entrambe, con le dovute distanze temporali, imminenti.

Ma la piu’ grande schizofrenia di questa vicenda e’ individuabile proprio nella cosiddetta lotta che genitori e studenti stanno sostenendo, o cosi’ dichiarano, per la sicurezza nelle scuole.

Innanzi tutto,  nei giorni scorsi, all’interno della Rete dei Genitori si e’ verificata una spaccatura  tra Umberto Marzuillo e Ciro Guerriero, il quale , allontanatosi dalla Rete, ha cosi’  costituito il Comitato Territoriale per l’abrogazione della Legge Delrio.

Alla base della scissione , sembra che vi siano problemi legati alla leadership della rete.

Resta  poi da chiedersi fino a che punto quei genitori che scendono in piazza per la sicurezza della scuola si preoccupino ,  veramente, che i loro figli studino  con profitto e seguano le lezioni con attenzione propositiva.

Ma quello che lascia completamente esterrefatti e , al contempo , offre una chiave di lettura di questa situazione  e’ quanto accaduto sabato 20 maggio 2017.

Mentre   gli studenti e i genitori in rotta con la bancarotta marciavano insieme con la coriacea Vilma Moronese per le strade cittadine recandosi in Prefettura al fine  formulare le proprie istanze al rappresentante del Governo, nello stesso momento, un Istituto Casertano stava svolgendo un evento patinato , e in parte futile, al quale prendevano parte varie Istituzioni  del territorio mentre  nelle altre scuole si stava praticando  regolare attivita’ didattica , come se il corteo di studenti in marcia per le strade cittadine  stesse avvenendo  in un ‘altra citta’.

Allora, viene inevitabile chiedersi : che senso ha questo movimento di lotta per la sicurezza delle scuole se alcuni istituti chiudono i battenti ed altri, nelle stesse condizioni,  esibiscono vanto e lustro mediatico ?

Resta , tuttavia , la domanda : per quale ragione  fino a tutt’oggi non si e’ proceduto ad applicare e rispettare le norme in materia di sicurezza nelle scuole ?

Il problema non e’ tanto quello di garantire la sicurezza nelle scuole, che certamente per i giovani  sono luoghi  molto piu’ accoglienti e formativi delle strade  cittadine in cui si consuma una squallida movida o delle discoteche nelle quali si praticano danze ed altri geometrici  incontri.

Si tratta , invece, di comprendere per quale ragione  gli istituti  scolastici non sono a norma di legge.

Durante la conferenza stampa organizzata da Forza Italia su questa vicenda il Presidente Lavornia affermo’ che la Provincia non aveva provveduto ai controlli perche’ i Dirigenti non ne avevano mai fatto richiesta.

Questa a noi non e’ sembrata una risposta pertinente .

In questo caos di anarchico arrivismo delle scuole  bisognerebbe ricordare che tale situazione nasce proprio da un accordo tacito tra la Scuola e la Politica.

Il controllo della Provincia nelle varie Scuole avrebbe significato nel 90 % dei casi una riduzione dell’utenza scolastica nelle singole classi  per la mancanza di locali  idonei  all’attivita’ didattica e , dunque, una riduzione della classe docente, costretta ormai a mendicare favori e dignita’ per conservare il proprio posto di lavoro.

Il Presidente Domenico Zinzi , prima di lasciare il suo mandato, ha consegnato alla Provincia sia strade nuove , in alcuni tratti, ma anche edifici scolastici nuovi .

Si pensi alla sede del Ferraris a Puccianiello e si pensi alla sede realizzata per l’Itc C. Pavese  nei pressi dell’area ex Saint Gobain.

Solo che  non si riesce a comprendere per quale ragione l’Ite Terra di Lavoro, che accorpo’ in modo insolito l’Itc Cesare Pavese, non accetto’ la nuova sede preferendo quella angusta di via Ceccano e quella fatiscente di via Acquaviva , piu’ centrali , forse piu’ comode per la spesa nei negozi di Caserta.

Qualcuno potrebbe parlare di danno erariale .

Questo e’ solo un esempio di come la Pubblica Amministrazione ha gestito i beni dello Stato.

Ma ci sarebbe ancora tanto da dire : ci sono i lavoratori  delle societa’ collegate alla Provincia di Caserta che stanno perdendo il posto di lavoro eppure nessuno pensa di effettuare un controllo sulle numerose concessioni dei benefici legge 104 ai dipendenti della  pubblica amministrazione .

Quanti beneficiari della legge 104  operano  nelle scuole della  provincia di Caserta ?

Un controllo che sarebbe necessario per ragioni di giustizia e di equita’.

Come sarebbe opportuno andare a controllare la sicurezza degli istituti paritari e il criterio con  cui  in essi vengono effettuate le assunzioni  dei docenti e la  regolarita’ delle relative autorizzazioni amministrative.

A parte la volonta’ del governo centrale di depauperare il Sud , da questa vicenda emerge in modo inequivocabile la crisi del pubblico impiego nella nostra provincia  determinata da una forte collusione tra la politica e le varie branche della pubblica amministrazione, in particolar modo la scuola.

Quello che emerge e’ uno stato di illegalita’ diffusa che non trovera’ una risposta nelle proteste collettive o negli emendamenti alla legge Delrio.

Forse tutto questo marasma puo’ essere risolto riportando la Scuola al centro del sistema sociale e liberandola dalle grinfie della Politica.

Forse tutto questo puo’ essere risolto restituendo ai docenti il loro ruolo di educatori e liberandoli dal ruolo di badanti di ragazzini viziati.

Per il momento la Provincia di Caserta continua a chiedere  l’elemosina al Governo  centrale , come nel 1861, dimenticando che le Scuole ricevono lauti finanziamenti dall’Unione Europea, spesso usati per attivita’ inutili, e  che potrebbero essere dirottati per  garantire la sicurezza .

Forse e’ giunto il momento di reseattare Dirigenti e Docenti superstar e restituire alla Scuola la Maestrina dalla Penna Rossa : quello che serve ora ai giovani e’ imparare a leggere, a scrivere e far di conto, attivita’  che  nel 70% dei casi  essi non conoscono .

Il resto e’ solo nullita’ di un nuovo Medioevo culturale.