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L’INTERVISTA | Il presidente di Confindustria Caserta Traettino: “Siamo la quarta area industriale d’Italia”

Di seguito l’intervista al Presidente di Confindustria Caserta, dr. Gianluigi Traettino.

Lo scorso mese il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha strizzato l’occhio al vicepremier Luigi Di Maio, aprendo di fatto un dialogo con questo governo nei confronti del quale Confindustria è stata sempre molto critica. Alle parole del numero uno degli industriali, sono seguite quelle del presidente dei giovani industriali, Alessio Rossi, il quale ha criticato l’esecutivo giallo-verde. Lei, presidente Traettino, cosa ne pensa?

«Credo che non si debba mai avere un atteggiamento favorevole né ostile nei confronti di alcun Governo, che va misurato esclusivamente sulla base dei fatti, dei provvedimenti realizzati. Questo Esecutivo è in carica da poco più di un anno e ha messo in campo diversi provvedimenti, alcuni più condivisibili, altri meno. La nostra unica priorità è la crescita, il vero strumento per garantire una maggiore solidità alle imprese e un miglioramento delle condizioni di vita agli italiani».

E’ favorevole al Reddito di Cittadinanza e a Quota 100, i provvedimenti bandiera del Movimento 5 Stelle?

«Sul reddito di cittadinanza non sono contrario, in linea di principio. Le fasce più deboli della popolazione italiana vivono una fase di grande sofferenza: un sistema che garantisca una forma di sostegno nei confronti di chi ha più bisogno può essere utile. Tuttavia, dobbiamo verificare come verrà attuato concretamente questo provvedimento, che non deve mai assumere una forma assistenzialistica. Quota 100? Anche in questo caso c’è bisogno di tempo per verificare gli effetti della riforma. Il Governo sostiene che l’uscita anticipata dal lavoro di tante persone garantirà un turn-over, con l’assunzione di migliaia di giovani. Vediamo, parliamone tra almeno 6-8 mesi».

Gli industriali del Nord Italia spingono per l’autonomia di alcune Regioni settentrionali. Non crede che qualora ciò accadesse, a pagare le spese sarebbe soprattutto il Sud, piuttosto deindustrializzato?

«Sì, in effetti, sulla base di quanto ho letto, questa riforma non mi convince per niente. Mi sembra più una secessione mascherata piuttosto che un’autonomia differenziata, citando la definizione che ne danno i proponenti. Va bene l’autonomia e la responsabilizzazione dei territori, che devono mostrare capacità di spesa e di gestione dei bilanci, ma la creazione di un Paese di serie A e uno di serie B è intollerabile. L’Italia è una e indivisibile».

Veniamo alla nostra città. In passato Caserta era conosciuta come la “Brianza del Sud”, una città caratterizzata da una importante area industriale. Come mai oggi gli imprenditori investono poco nel nostro territorio? Perchè le industrie scarseggiano? Quali sono i motivi, secondo lei?

«Le do un dato che molti non conoscono: quella della provincia di Caserta è la quarta area industriale d’Italia, la più estesa del Mezzogiorno. Grande oltre la metà del totale della Campania: 54%. Contiamo quattordici agglomerati industriali, oltre 24 mila imprese manifatturiere e delle costruzioni, il quarto polo orafo d’Italia, con 400 aziende associate. Meccanica, metallurgia, energia, agroalimentare, fashion sono tra i settori più sviluppati. Non siamo più la Brianza del Sud, è vero, qui la crisi si è fatta sentire più che altrove, ma dopo il 2008 ci siamo ripresi e abbiamo raggiunto nuovamente i livelli precedenti, con oltre 1 miliardo di euro di export. Il nostro fattore vincente resta il know-how: qui vengono ad investire grazie al grande patrimonio rappresentato dai nostri lavoratori, che hanno competenze uniche».

Molto forte a Caserta, era il settore tessile. Cosa vi proponete di fare per rilanciarlo, qualora abbiate intenzione di farlo?

«Il settore tessile vive una crisi ovunque, dovuta ad una concorrenza agguerrita da parte della Cina e di altri players emergenti, dove il costo del lavoro è molto più basso. Noi dobbiamo puntare sulla qualità, sull’eccellenza e quindi anche sulla formazione. A tal proposito, come Confindustria, in sinergia con l’Università Vanvitelli, il Comune di Caserta, la Camera di Commercio e la Rete San Leucio Textile, abbiamo lanciato la scuola per giovani tessitori, che deve servire a formare i ragazzi per rilanciare un settore quale quello della seta, che per anni è stato un’eccellenza che ci ha reso famosi nel mondo».

Aggiornamenti per la missione di Confindustria Caserta a Dubai?

«A Dubai, al mio fianco ho avuto gli imprenditori Giancarlo Cangiano dell’Interporto Sud Europa, Ludovica Zigon della Getra e Daniela e Gaetano Fucito della I.E.E. Abbiamo incontrato tante aziende degli Emirati Arabi Uniti, nei settori infrastrutture, energia e ambiente, sanità e farmaceutico, agroindustria, ICT. Gli investitori stranieri hanno mostrato interesse nei confronti delle potenzialità del nostro territorio e dei nuovi modelli di sviluppo che stiamo approntando. Per noi, dopo la missione in India, è stata un’ottima opportunità per approfondire le occasioni di business e di interscambio».

«Nel corso della missione l’attenzione è stata focalizzata anche sulla ZES (Zona Economica Speciale) Campania, una grande opportunità di sviluppo per l’intera provincia di Caserta, che può contare sulla presenza di un interporto tra i più grandi d’Europa e sulla vicinanza e sull’interconnessione con il Porto di Napoli. In qualità di componente del Comitato di Indirizzo della ZES Campania ho spiegato che, grazie alla semplificazione burocratica e alle agevolazioni legate al credito di imposta, importanti realtà industriali estere avranno la possibilità di investire nel nostro territorio a condizioni favorevoli».

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