LO SCORRETTO USO DI INTERNET: SOCIAL POCO SOCIALI E TALVOLTA “INGANNATORI”

Internet è entrato in punta di piedi nelle nostre vite, ma poco alla volta è divenuto uno strumento sempre più usato, fino a diventare fondamentale per la maggior parte delle persone. In contemporanea all’ascesa della rete web, menti geniali e creative hanno dato vita a start-up innovative, applicazioni divertenti e social network facilissimi da usare. Quest’ultimi si sono rivelati la vera innovazione dell’ultimo decennio (basti pensare a Facebook, uno dei più usati, che raggiunge al mese 1.65 miliardi di connessioni) e sono molto utili oltre che coinvolgenti. Ad esempio sono spesso usati per cercare amici di vecchia data con cui non si hanno più contatti, per visitare pagine di aziende o di ristoranti e per molte altre funzionalità. Oramai è palese che siano spesso utilizzati nel nostro quotidiano, ma soprattutto in quello delle nuove generazioni. I social mettono in comunicazione tutto il mondo e, senza un adeguato controllo, il rischio di un cattivo uso potrebbe essere dietro l’angolo, motivo per cui dobbiamo prestare tutti massima attenzione ed in particolar modo i genitori dovrebbero sempre vigilare i propri figli. Una tredicenne di Verona è stata recentemente adescata da diversi ragazzi (tra cui anche adulti) in una chat, a causa della quale già da qualche tempo la vittima aveva ridotto i rapporti sociali.

“Mia figlia pensava che le persone con cui chattava fossero più fedeli dei suoi amici reali”, racconta la madre della ragazza con le lacrime agli occhi, “a nostra insaputa si è creata un profilo Instagram ed ha iniziato a parlare con alcuni ragazzi in chat privata. Noi ci siamo accorti che stava assumendo atteggiamenti diversi rispetto a prima, sospettavamo ci fosse qualcosa che la faceva soffrire, ma mai avremmo sospettato tutto questo, fino a quando io mi accorsi di un livido sul braccio. Le feci togliere la maglia e la trovai piena di lividi sulle spalle e sul collo: appena le chiesi spiegazioni, mi confessò che erano giochi di natura sadomasochista che era obbligata a subire dai ragazzi che l’avevano adescata in chat. Se si fosse rifiutata, avrebbero diffuso in rete le foto ed i filmini fatti durante il primo adescamento. ”

Grazie alla polizia postale sono stati poi individuati i molestatori e sono stati cancellati i file contenuti sui loro telefoni, ma attualmente la ragazza è in terapia, perché certe immagini e conversazioni solo dal telefono le cancelli facilmente e senza dolore.