Marcianise. Operazione di prevenzione patrimoniale operata dalla Guardia di Finanza

 

a cura di Giovanni Raimondo

Marcianise. Operazione di prevenzione patrimoniale operata dalla Guardia di Finanza
Le indagini operate dalla Guardia di Finanza, hanno portato al sequestro di beni mobili e immobile, dal valore complessivo di 3 milioni di euro. L’indagine svolte, sono volte al contrasto dell’accumulazione di capitali illeciti di soggetti affiliati al clan Belforte operante a Marcianise e zone limitrofe. Il sequestro eseguito, dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere- Sezione Misure di Prevenzione , su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Antonio Carfora, concerne nella discordanza tra le capacità reddituale di Antonio Carfora e la sua famiglia e le possibilità patrimoniali e finanziarie. Il sequestro eseguito,ha colpito 5 esercizi commerciali su 40 fabbricati nei comuni di Santa Maria Vico e San Felice a Cancello, 6 terreni per una estensione di 15.000 mq circa, un’autovettura di lusso (una Land Rover Discovery 3.0 tdv6), disponibilità finanziarie per 185.000 euro, quote di partecipazioni di una società immobiliare e di un’azienda operante nel settore della compravendita di abiti da cerimonia, denominata «Mondo sposi». Nelle precedenti indagini era stata emessa anche un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poichè responsabile di usura, estorsione, abusivo svolgimento di attività bancaria, aggravati dal metodo mafioso. In particolare, era stata accertata un’attività usuraria ed estorsiva, tra il 2005 e 2009, svolta con sistematicità e a livello imprenditoriale, accompagnata da continue richieste vessatorie, esercitate sulle vittime con gravi e frequenti atti di violenza ed intimidazione, volti al recupero del capitale e degli esosi interessi praticati. Il timore delle gravi ritorsioni minacciate e le enormi risorse finanziarie richieste, a fronte dei prestiti elargiti, hanno determinato un progressivo aggravarsi della situazione economica dei debitori, i quali, seppur inizialmente reticenti, posti di fronte all’evidenza delle prove, hanno ammesso i fatti.