di PASQUALE IORIO
Ieri mattina, 7 aprile 2017, presso il Teatro Parravano di Caserta, ho avuto la possibilità di assistere alla prima nazionale di presentazione alle scuole di uno spettacolo eccezionale, il balletto Matralia, ispirato dal libro di “Madri”, Ed. Rizzoli 2016.
L’evento è stato promosso ed organizzato dall’associazione culturale ‘Campania Arte Danza’, presieduta da Annamaria Di Maio, che da alcuni anni realizza il progetto denominato: “Leggere per…ballare”. Anche in questo caso l’evento è fondato su uno spettacolo di danza ispirato ad un testo letterario o poetico, condiviso con le/gli insegnanti della scuola istituzionale. Lo spettacolo di quest’anno è liberamente ispirato a “Madri ”, il libro di Myrta Merlino (Edizione Rizzoli): “Fare la mamma è un lungo viaggio. E la valigia deve essere preparata bene, pronta a destinazioni che non avremmo mai potuto immaginare”. Matralia è un viaggio danzato in un museo che inizia quando chiude ai visitatori. Un museo speciale. Il museo delle madri. Di madri in carne e ossa. Madri-statue che si svegliano dal sonno per raccontarci la loro storia. Madri di figli, madri adottive, madri non madri. Madri di famiglia, di politica, nel sociale, che scendono per strada o restano nelle case. Madri di diversa e controversa maternità. Madri di terra, di mare, di fuoco e di aria. Che amano, educano, combattono, difendono. Eppure convivono sempre con la domanda, prima di addormentarsi: sarò stata una buona madre? L’idea di realizzare uno spettacolo di danza sulla figura della madre, nasce dal Museo di Capua delle MATRES MATUTAE unico nel suo genere.
Da tempo non mi capitava una emozione così forte come mi è accaduto davanti alla bravura e alla freschezza delle danzatrici di un balletto a forte connotazione corale. Molto intensi sono risultati i testi sceneggiati da Michele Casella (ideatore e drammaturgo dell’opera) ed ispirati al volume della Merlno, accompagnati da musiche, cori e ritmi multietnici, impreziositi da una scenografia ricca di colori e di valori, con costumi policromi. Anche i docenti e gli studenti sono rimasti incantati da questo spettacolo, che verrà replicato stasera per la città. Consiglio vivamente ai cittadini casertani di non perdere questa opportunità.
A nome della rete di associazioni che si sta battendo per il futuro del Museo Campano e delle sue splendide MATRES MATUTAE, voglio esprimere un forte ringraziamento agli organizzatori di quest’opera, un vero capolavoro di carattere collettivo e multidisciplinare. Ancora una volta si dimostra che con l’arte e con la cultura si può produrre coesione sociale in una terra difficile, si possono creare nuove opportunità di riscatto civile e sociale. Le emozioni sono state ancora più vibranti per come è stata aperta la scena, con un annuncio laconico: “Cari spettatori, il museo sta per chiudere”. Ma la battuta finale fa ritornare la speranza con queste parole”: Cari spettatori, benvenuti nel museo delle Madri”, mentre scorrevano sullo sfondo le immagini della collezione delle Matres Matutae – unica al mondo – ospitata a Capua.
Sarebbe bello se questo spettacolo si potesse replicare anche nella città delle madri, magari in occasione della festa delle Matralia, un antico rito della Roma antica, che intendiamo riproporre l’11 giugno prossimo, dopo la prima edizione dell’anno scorso (con esposizioni, incontri culturali, musiche etniche africane e danzatrici nigeriane (del centro Fernandes). Colgo l’occasione per chiedere alla Presidente dell’Associazione di incontrare la nostra rete per valutare insieme la possibilità di un evento . Nell’ambito del progetto “Adotta una madre”, curato da Capuanova ed Aislo. Sarebbe un atto di solidarietà ed un gesto concreto di adozione delle Madri nella battaglia ancora aperta per Salvare il Museo Campano, uno dei “monumenti più insigni” della civiltà italica nella nostra regione (come lo ha definito il grande archeologo Maiuri).