Meteo- Estate di San Martino da lunedì, al Nord però il tempo rimane UGGIOSO. ESTATE DI SAN MARTINO: scienza o mito?

Anche quest’anno la tradizione dell’Estate di San Martino sembra venir rispettata: da lunedì è infatta confermata la rimonta di un promontorio di alta pressione nordafricana sull’Italia. Ciò favorirebbe condizioni di tempo stabile e ancora una volta molto mite per il periodo. Anticiclone a novembre tuttavia non sempre è sinonimo di cieli sereni, anzi: su vallate e pianure durante le ore notturne e al mattino si potranno avere dense foschie, nebbie talora fitte o nubi basse da inversione termica, che in alcune zone del Centronord potrebbero insistere anche di giorno, in particolare su Valpadana e conche del Centro. Si chiuderà però il rubinetto della pioggia, eccezion fatta per la Liguria, più esposta alle infiltrazioni umide sudoccidentali di natura atlantica, che potranno provocare nuove deboli precipitazioni specie sul settore centro-orientale della Regione.

TEMPERATURE OLTRE LA MEDIA – Quel che è certo è che le temperature si manterranno ancora su valori decisamente miti e anomali per il periodo, non solo nelle aree soleggiate, ma anche in quelle nuvolose, dove si potrebbero comunque superare i 15/16°C. Su gran parte del Centrosud si potranno raggiungere i 18/20°C, con picchi locali di 22°C. Farà decisamente ‘caldo’ anche in montagna, con zero termico ben al di sopra dei 3000-3500m e punte di oltre 16/17°C fino a 1000m! Il freddo per ora rimane ben lontano dall’Italia, non si intravedono irruzioni da Nord almeno fino alla fine della seconda decade del mese.

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri. La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate ( che a dire il vero quest’anno sono totalmente mancate ), si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

 

Ma chi era San Martino?

Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers. Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia e dalla aneddotica. Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. San Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

 

Ma c’è un fondo di verità?

Se esaminiamo la mappa climatologica (1948-2010) della distribuzione della pressione al suolo sull’Europa si evince qualcosa di sorprendente. Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico. Non di rado in questo periodo si assiste infatti a un’espansione dell’alta pressione delle Azzorre dalla Spagna verso l’Europa centrale, lasciando invece strade alle correnti perturbate fredde solo sull’Europa nordorientale.