Mondragone, amministrative 2017. MONDRAGONE.BENE COMUNE, SI PUO’ FARE : i 5 punti del programma elettorale spiegati da Umberto CINQUE

Mondragone.  Spesso proposte ed idee di governo alternative a quelle  abituali sono considerate dai cittadini con quote di scetticismo più o meno    elevate. I progetti virtuosi che vengono da anni realizzati con successo in altri
comuni possono essere attuati, invece, anche a Mondragone.

Questa è l’assoluta certezza della Lista «MONDRAGONE. BENE COMUNE» i cui componenti sono convinti  che la  città  rivierasca,  soffocata da annosi problemi , non sia figlia di un Dio minore, ma che abbia soltanto la necessità di poter contare finalmente su un diverso personale     politico.

Questi alcuni punti del programma elettorale spiegati dal capolista Umberto Cinque attraverso lo slogan SI PUO’ FARE.

SI PUO’ FARE UNO . “Il compostaggio domestico o auto compostaggio- dice Conque –  consiste nell’eliminazione dei rifiuti organici prodotti in casa (avanzi di cucina e  scarti vegetali) mediante un’attrezzatura denominata compostiera, la quale
trasforma la frazione organica in una sostanza, il compost, che può essere  utilizzata direttamente dall’utente per fertilizzare giardini ed orti e nutrire al   meglio fiori e piante. Il compostaggio domestico può contribuire ad aumentare   la qualità della raccolta differenziata, a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti e a   contenere i costi del servizio. In questi giorni il compostaggio domestico, già attivo in centinaia di comuni, sta partendo anche nella città di Modugno. Perché a Modugno sì e a Mondragone no?”.

SI PUO’ FARE DUE. Nella gestione del verde pubblico sono tanti i comuni che si   avvalgono strutturalmente del volontariato. A Modena,uno degli esempi più virtuosi e longevi, i gruppi e le associazioni di volontariato
gestiscono oltre 950mila mq di verde, oltre ad un gruppo che gestisce 20mila mq   di verde ad evoluzione naturale. Attraverso rapporti convenzionali vengono   precisati compiti ed obblighi reciproci. Il comune eroga contributi ai gruppi di   volontariato per la loro attività sociale ed istituzionale, un sostegno finanziario    comunale allo sviluppo delle attività promosse dall’associazionismo e dal   volontariato a fronte dello svolgimento di prestazioni che rivestono carattere di     pubblico interesse. E tutto ciò è in piedi da molto prima del «Baratto    amministrativo» e dei tanti «Patti di collaborazione» di questi ultimi anni, sui    quali «MONDRAGONE. BENE COMUNE-MBC» punta per un nuovo metodo di     governo della città e per un’Amministrazione condivisa. Perché a Modena sì e a
Mondragone no?

SI PUO’ FARE TRE. Il bilancio del Comune di Mondragone è un oggetto oscuro e  misterioso per la quasi totalità dei cittadini. Eppure, come «MONDRAGONE.    BENE COMUNE-MBC» va sostenendo da tempo, il futuro non potrà che   considerare la Democrazia deliberativa nella nostra città ed il Bilancio    partecipativo. Riporto di seguito una notizia dell’aprile del 2015: “Si è concluso ieri  sera lo spoglio per il bilancio partecipativo 2014/2015. Sono stati 2195 i cittadini   che si sono recati ai seggi istituiti nella sala consiliare per esprimere la propria   preferenza su uno dei 9 progetti presentati dalla cittadinanza”. Sto parlando di   Subiaco di uno dei tanti comuni italiani che da anni  sperimentano il bilancio partecipativo. Perché a Subiaco sì e a Mondragone no?

SI PUO’ FARE QUATTRO. Nei giorni scorsi i candidati di MBC EMILIANA  PRISCO e GIOVANNI PAGLIARO hanno lanciato la proposta di fare di   Mondragone una Città Ciclabile, riscuotendo tra i cittadini un notevole interesse.  Ad Aprilia, è stato attivato un sistema di incentivi  all’uso della bicicletta in sostituzione dell’automobile nei tragitti casa-scuola  (liceo cittadino) e casa-lavoro, con misurazione puntuale dei km percorsi e calcolo della Co2 risparmiata. Agli utenti, in costante aumento, vengono  riconosciuti crediti formativi o premi. Perché ad Aprilia sì e a Mondragone no?

SI PUO’ FARE CINQUE. Cassinetta di Lugagnano, un comune a poco più di 20 km da Milano, ha detto stop al
consumo di territorio. Quasi dieci anni fa lo ha messo nero su bianco,  approvando un Piano di Governo del Territorio “a crescita zero”, che limita   l’urbanizzazione al solo recupero e riuso del suolo. Anche Budrio, Reggio
Emilia, Rivalta di Torino, San Giovanni a Piro e tanti altri comuni hanno   deliberato in tal senso e detto «Basta al consumo di suolo!». Perché a    Cassinetta di Lugagnano sì e a Mondragone no?

” Concludo – afferma Umberto Cinque –  con una frase di Pier Paolo Pasolini: «Ma io sono un uomo che
preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa  la mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di   considerarla quasi una virtù».